LONATE POZZOLO – «Siamo al paradosso. Abbiamo medici e professionisti che oltre a essere pagati mediamente meno rispetto ai colleghi europei vengono anche “tassati” del 20%, 30% quando svolgono la loro professione e non sempre quelle risorse vengono investite per strumenti innovativi della sanità pubblica. E dall’altro abbiamo cittadini che se prenotano una visita privatamente attendono una settimana dieci giorni, mentre con il pubblica si arriva all’anno e oltre».
È Maria Chiara Gadda, deputata varesina di Italia Viva a intervenire sulla questione sanitaria e in particolare sul sistema pubblico e privato che spesso genera paradossi senza però incidere sulla soluzione dei problemi.
Liste d’attesa problema irrisolto
La riflessione di Maria Chiara Gadda parte da due talloni d’Achille del sistema sanitario nazionale, ovvero le liste d’attesa iper intasate e la carenza di personale.
Sulle liste d’attesa, le deputata di Italia Viva ricorda che «non c’è famiglia che non abbia sperimentato sulla propria pelle la durata delle liste di attese. Si parla di un anno, un anno e mezzo, per esami clinici. e per non parlare degli esami di prevenzione. IUna lunga coda nata e aggravat durante la pandemia. Meloni ha promesso di azzerare le liste di attesa, ma la situazione non è stata sanata, anzi è peggiorata».
Sanità italiana sempre meno attrattiva
E sulla carenza di medici: «La riforma universitaria per l’accesso a medicina di questo governo è fallimentare. Manca poi una sanità di territorio, con i medici di base che sono sempre di meno. E nella legge di Bilancio non si tocca il livello retriobutivo dei professionisti della sanità. Così la nostra sanità diventa meno attraente per i nostri professionisti che vanno all’estero e ancora una volta a pagare sono i nostri cittadini.
