SAN VITTORE OLONA – «Una gestione colpevolmente fallimentare», le cui colpe vanno attribuite all’amministrazione comunale. È l’opinione espressa dal gruppo consiliare di San Vittore Olona Io Partecipo-Daniela Colombo Sindaco sulla raccolta a domicilio dei rifiuti dopo le iniziative annunciate dall’assessore all’ecologia Roberto Morlacchi. Di seguito, la presa di posizione di Io Partecipo divulgata ieri, giovedì 8 ottobre.
Educare prima di multare
È interessante leggere che, dopo un anno, l’amministrazione torni a verificare quanto i sanvittoresi differenzino correttamente i propri rifiuti e che, questa volta, alle verifiche possano seguire le sanzioni. È una strada che possiamo anche condividere, ma con una precisazione: la repressione dovrebbe essere l’ultimo anello di una catena che parte dall’educazione, dall’informazione e dalla sollecitazione a comportamenti più virtuosi.
Era esattamente questa la logica con cui la precedente amministrazione aveva scelto di ridurre la raccolta del secco-indifferenziato da quattro a due volte al mese. Non certo per complicare la vita ai cittadini, ma per stimolare una maggiore attenzione alla raccolta differenziata, riducendo progressivamente ciò che finisce nell’indifferenziato, anche in prospettiva dell’introduzione della tariffa puntuale fortemente condizionata dalla quantità di rifiuto indifferenziato conferito e che in base alle disposizioni di Arera (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ndr) sarà obbligatoria per tutti i comuni dal 2028.
Il vero obiettivo è produrne di meno
Oggi apprendiamo dall’assessore Morlacchi che, nell’analisi del 2025, circa il 50% del contenuto dei sacchi grigi controllati era ancora costituito da rifiuti differenziabili. Numeri che fanno riflettere, soprattutto perché nel frattempo la raccolta del secco è stata riportata a quattro volte al mese. La domanda, allora, viene spontanea: questa maggiore frequenza – oltre al maggiore costo per il raddoppio del ritiro che si evince dal bilancio – ha prodotto un miglioramento nella qualità della differenziata? Ha ridotto gli abbandoni? Dai dati riportati nell’articolo, non sembrerebbe proprio. E allora forse vale la pena ricordare che un servizio pubblico non si misura soltanto da quante volte passa il camion, ma anche dai risultati che riesce a produrre.
Educare, informare, incentivare comportamenti corretti e, quando serve, sanzionare: era questa la logica. Perché l’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente raccogliere più secco, ma produrre meno secco. E se dopo un anno di raccolta più frequente ci ritroviamo ancora con metà del sacco grigio che poteva essere differenziato, qualche domanda sulle scelte fatte (scientemente dal momento che ripristinare la raccolta settimanale era un punto qualificante del programma elettorale Zerboni e sicuramente realizzato… per gli altri stiamo ancora aspettando) forse sarebbe opportuno farsela.
Lista Io Partecipo-Daniela Colombo Sindaco
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