La Spi Cgil Ticino Olona apre sede a San Vittore Olona: «Presidio sociale per tutti»

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SAN VITTORE OLONA – «Aprire una nuova sede significa confermare il presidio sociale e sindacale del territorio e rafforzarlo. Vorremo che diventasse la casa dei pensionati e dei cittadini di San Vittore». Così Umberto Colombo, segretario generale Spi Cgil Ticino Olona, oggi, mercoledì 22 aprile, all’inaugurazione della sede del sindacato in corso Sempione 191 a San Vittore Olona (nelle foto) dopo che la cooperativa che la ospitava in un circolo ha cessato l’attività. La sede, piccola ma accogliente, avrà tra l’altro un Centro di assistenza fiscale (Caf) e svolgerà il servizio di patronato per la tutela previdenziale non solo dei pensionati ma anche dei “pensionandi”, cioè di chi lavora ancora ma si avvicina all’età del pensionamento.

Soprattutto, nelle intenzioni di Colombo lo spazio sulla strada principale del comune «dovrà fare da sportello sociale, dando ascolto in una società sempre più informatizzata e con meno sportelli fisici, e fornendo risposte ai problemi quotidiani dei cittadini non solo di natura sindacale, dall’assistenza sanitaria all’accesso ai servizi, dalla disabilità alla non autosufficienza, oltre alle difficoltà informatiche di alcuni anziani. Non tuteliamo solo i pensionati – ha rimarcato il segretario territoriale di Spi Cgil – ma chiunque ci chiede informazioni, come il pensionato per il nipote precario, mettendo in comunicazione con la Camera del Lavoro e con le diverse categorie professionali, che potranno ricevere qui su appuntamento. E poi c’è la negoziazione sociale con l’amministrazione comunale».

Intitolata a Silvano Attieri

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All’inaugurazione sono intervenuti Walter Losa, segretario Lega Spi Cgil Ticino Olona, Mario Principe, segretario generale Cgil del territorio, Daniele Gazzoli, segretario generale Spi Lombardia e Stefano Landini, segretario organizzativo Spi nazionale; presente anche il sindaco con il vice Paolo Salmoiraghi. «Condivido che in una comunità la cosa più importante è l’ascolto dei cittadini, delle loro esigenze e dei bisogni – ha detto Marco Zerboni – come condivido che questa sede sia un tramite tra cittadini e amministrazione comunale per risolvere le problematiche fin dove quest’ultima può arrivare».

La sede è intitolata a Silvano Attieri, attivista del sindacato pensionati della Cgil scomparso nel 1995. «Dopo aver lavorato in un calzaturificio – ha ricordato Colombo – il suo è stato un esempio, fra i tanti volontari, di dedizione e di impegno sociale e civile a favore della comunità locale, con un lavoro fatto soprattutto di relazioni e rapporti personali». Alla cerimonia sono stati invitati la moglie, il figlio e la nipote di Attieri, Chiara, che ha tagliato il nastro e scoperto la targa dedicata al nonno.

Landini: «Qui diritti che non si sa di avere»

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Il sindacato sanvittorese raggruppa anche Cerro Maggiore e Rescaldina e aprì la prima sede nel giugno del 1946: una rassegna fotografica ricorda le sedi passate e gli iscritti che vi sono passati. «Una nuova sede è sempre una buona notizia – ha commentato Principe – perché non è un luogo formale, ma uno spazio vivo e un punto di riferimento concreto e aperto per chi ha lavorato una vita e spesso non trova ascolto, risposte, compagnia. In questi anni il nostro territorio è cambiato molto nel lavoro sul piano sociale, ci sono più fragilità, più solitudini e cresce la distanza con istituzioni. Come sindacato di prossimità, stiamo investendo molto in una presenza capillare e tenere aperti questi luoghi vuol dire fare comunità».

Gazzoli ha ricordato che il 26 maggio, per la prima volta dopo diversi anni, saranno convocate tutte le Leghe Spi lombarde, più di 200, «per capire i nuovi bisogni ed elaborarli in progetto adeguati». Infine, Landini (nella foto sopra, durante il suo discorso): «A livello nazionale contiamo 2.740 sedi in 8.000 comuni, 1.500 Leghe e 50.000 attivisti. Metà delle persone che si presentano nelle nostre sedi non sono iscritte, e una su due non è un pensionato ma un lavoratore. Anziché usare il telefono, nelle Leghe le persone scoprono diritti che non sanno di avere prima di entrare: questa è la cosa più importante che facciamo. Siamo i primi alleati dei sindaci. E la ricomposizione degli strappi sociali – ha concluso il segretario nazionale Spi – non può che avvenire sul territorio».

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