SARONNO – La giunta di Auguto Airoldi vacilla e oscilla più di una canna al vento. Appesa a un flebile filo, quello di Marta Gilli, figlia di Pierluigi appena eletto consigliere provinciale la cui presenza a Villa Recalcati rischia a questo di diventare una semplice comparsata. L’opposizione, infatti, ha depositato una mozione di sfiducia che potrebbe mandare in bambola il centrosinistra. Da qui ai prossimi 30 giorni nulla è scontato e tutto e tremendamente ingarbugliato. Oggi, giovedì 10 ottobre, sarebbe più semplice infilare il terno al lotto che indovinare gli umori o i mal di pancia che potrebbero cambiare il corso alla storia politica di un sindaco più sopportato che supportato anche dai suoi. Ma andiamo con ordine.
Un Gilli di governo e una Gilli di lotta
Un passo indietro fondamentale. Chi aveva fatto i conti pensando che l’elezione di Pierluigi Gilli a Villa Recalcati avrebbe messo in ghiaccio la maggioranza Airoldi regalandole se non bollicine almeno una precaria stabilità, non ha messo nel preventivo del ragionamento la figlia dell’ex sindaco, Marta Gilli. Consigliera ondivaga nelle posizioni e sullo scacchiere del consiglio comunale. Esageriamo? Beh, nelle ultime tre settimane ha marcato visita facendo saltare il consiglio del bilancio e nella seduta di riparazione ha votato contro contribuendo ad affossare l’approvazione.
E meno male che è stata eletta nella folta schiera di maggioranza e che, dopo un primo allontanamento, pur restando indipendente, ha professato fede di riallineamento. Certo, il colmo dei colmi sarebbe venire a scoprire che ha commesso un parricidio politico nell’urna di Villa Recalcati. Impossibile saperlo, realistico ipotizzarlo con i conti alla mano.
Se fosse un romanzo sarebbe un giallo
Dieci, anzi undici (più due) piccoli indiani. Un po’ come il romanzo di Agatha Christie. Resta da scoprire se oltre ai depositari della mozione, al momento del voto, alzeranno la mano per dire stop anche i due indipendenti, che poi sono ex maggioranza, ovvero il Cinquestelle Calderazzo e appunto Marta Gilli. Sta di fatto che ora bisogna attendere la convocazione del fatidico, che potrebbe diventare fatale, consiglio.
Nel frattempo i misteri o le sorprese non mancano. Ad esempio, quella fresca fresca è accaduta proprio oggi al momento del depositare le firme. Nella foto che certifica l’atto messo a segno dalle minoranze manca uno dei leader dei gruppi di opposizione: Agostino De Marco. C’è, ma non si vede (nelle foto che girano), assicurano autorevoli testimoni. Un caso che il forzista meno allineato della provincia di Varese davanti al dilemma Morettiamo (“Mi si nota di più se non vengo o me ne sto in disparte”) abbia scelto la seconda opzione? Lo scopriremo solo vivendo.
I numeri al momento
Facciamo due conti. Al momento ci sono 11 consiglieri che hanno firmato la mozione e 11 (sicuri) che la respingeranno. I membri del consiglio sono 24 e ciò significa che il futuro da sindaco di Airoldi è nelle mani di Calderazzo e Marta Gilli. I quali potrebbero anche scegliere di non presentarsi in consiglio quando sarà il momento. A quel punto la minoranza potrebbe far mancare il numero legale allungando così il brodo di una minestra sempre più slavata. In caso contrario sarà partita da far tremare le vene ai polsi visto che il voto alla mozione di sfiducia sarà palese, ovvero: giù la maschera e showdown.
