Gentile Direttore
le scrivo nel mio scomodo ruolo di pendolare della linea ferroviaria che va dall’aeroporto internazionale di Malpensa a Milano Cadorna.
Scrivo a caldo, vittima dello sciopero nazionale dei trasporti, che ha costretto migliaia di lavoratori, studenti, pazienti di strutture sanitarie e semplici cittadini a trovare soluzioni per presenziare al lavoro o sostenere un esame all’Università o, peggio, sottoporsi a esami clinici.
Sciopero che costituirebbe comprensibile esercizio di un diritto se non avesse cadenza oramai settimanale.
Sorvolo sulle motivazioni ufficiali e mi soffermo su una scelta ricorrente in ogni sciopero che coinvolge la linea diretta all’Aeroporto Internazionale di Malpensa e cioè quella di sostituire i treni della linea Malpensa Express con un bus, laddove per “un” intendo un singolo bus che sostituisce un treno.
Ora, è noto che il Malpensa Express è effettuato con i nuovissimi treni Caravaggio a doppio piano, che hanno circa 570 posti a sedere e fino a circa 900 passeggeri totali considerando i posti in piedi (fonte TRENORD). I bus turistici, invece, hanno di norma circa 56 posti a sedere e non è consentito viaggiare in piedi.
Mi domando, quindi, per quale misterioso motivo chi organizza i bus sostitutivi persevera nel non comprendere che 900 passeggeri non possono trovare posto in un bus da 56.
Un politico di lungo corso affermava che a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca…
Marco Cavallo
