SESTO CALENDE – Una manovra finanziaria da 25milioni di euro. Sesto Calende programma il 2023, con un bilancio di previsione che scommette sul Pnrr. Dalla realizzazione del nuovo asilo nido alla mensa scolastica dell’istituto Ungaretti, fino all’efficientamento dei servizi digitali con la parte cloud. Fra le spese previste, le voci più rilevanti riguardano la scuola (quasi 2 milioni di euro) e i servizi sociali (circa 970mila euro). La gran parte delle entrate, invece, è di natura tributaria: circa 6,6 milioni di euro.
La partita Pnrr
I piani per il 2023 sono stati illustrati ieri sera, 9 marzo, in consiglio comunale dall’assessore alla partita Roberta Colombo. Una manovra che prevede la «messa a terra» di tutte le risorse del Pnrr. Come i 2,2 milioni di euro per realizzare il nuovo asilo nido o i 740mila per la mensa delle Ungaretti. O anche i 120mila euro per digitalizzare la pubblica amministrazione e 150mila euro per la misura “Esperienza del cittadino nei servizi pubblici”. Bilancio che conta anche le «emergenze importanti», dice a margine della seduta Colombo. «Sia per l’inflazione che per l’aumento della spesa dell’illuminazione e del gas». Lo dicono i numeri: «Solo per la luce dalle cifre dell’assestato del 2022, ovvero 457mila euro, passiamo a una previsione di 627mila per il 2023».
Stesse risorse per le scuole
Aumentano anche le spese del personale, per le assunzioni aggiuntive e per l’adeguamento al contratto nazionale. Ovvero 125mila euro. «Siamo riusciti – prosegue l’assessore – a non diminuire le risorse in maniera sostanziale ai vari servizi, nonostante i minori contributi da parte dello Stato». Anzi, aggiunge, «abbiamo visto un aumento del 236mila euro per il settore scolastico, tra il 2022 e il 2023». E ancora: «Per diminuire il Fondo crediti di dubbia esigibilità, attivato (con l’aiuto di una società esterna) il recupero degli importi non riscossi. In particolare l’Imu e le rette per i servizi individuali».
Le spese principali
Fra i dati delle entrate, emergono quelle dell’ambito tributario, ovvero 6milioni 628mila 483 euro. Mentre per le extra-tributarie si parla di 3milioni 464mila euro. Non solo: i trasferimenti che arrivano dallo Stato e da Regione Lombardia (come il bonus scuola o il fondo povertà assistenza domiciliare) ammontano a 3milioni 48mila euro.
Infine ci sono le spese correnti. Tra le più significative ci sono quelle per la scuola (1 milione 911mila 339 euro) e per i servizi sociali (971mila 537 euro). Ma anche gli 854mila euro per le opere di manutenzione stradale e per la segnaletica. Fino ai 555mila 40 euro per la polizia locale e i 118mila 563 euro per i cimiteri.
Un bilancio «immobile»
Dai banchi dell’opposizione, Insieme per Sesto non lesina critiche. A partire proprio da scuola, sport e sociale, i «settori colpiti con riduzioni complessive per quasi 300mila euro», dice. «Grave che non siano accantonati i fondi per il contratto dei dipendenti scaduto». E «ancora più grave» che «non sia previsto nemmeno un euro nel 2024 e 2025 per la gestione della Nuova Marna, che dovrebbe essere consegnata al Comune a fine anno». Dal Pnrr, ci sono opere che «ci vedono favorevoli perché da tempo nostre richieste». Ma nel complesso è un bilancio «immobilista». Nel senso che «in questi 4 anni non abbiamo visto nascere alcun nuovo servizio. Non si sono trovati né i soldi per il parco giochi, né per l’arrampicata e mancano quelli per le uscite d’istruzione con lo scuolabus». Proprio l’arrampicata ha visto bocciato un emendamento «da 30mila euro per la sistemazione della struttura: respingendolo la giunta ha dimostrato di non essere di parola». FIno al Piano opere pubbliche, che è «irrazionale (con 5milioni di investimenti nel 2023 e meno di uno il prossimo anno)». Progetti che «si potranno realizzare solo se si concretizzano le previsioni di entrata».
«Non sta in piedi»
Per Sesto 2030, poi, è un bilancio che «non sta in piedi». Con «cifre a sei zeri per le grandi opere e scarsi investimenti per aiutare le famiglie in un contesto economico deteriorato». Osservazioni che guardano agli «aumenti dei costi della mensa, al trasporto scolastico, alla diminuzione di investimenti per anziani e disabili». Bocciato l’emendamento sul parchi giochi, l’affondo: «Abbiamo un’amministrazione convinta che circa 40mila euro di investimenti in questo capitolo possano essere più che sufficienti, ma intanto in molti continuano a mancare le altalene». Fino all’attenzione all’area sotto il Ponte di ferro, «che continua a non essere presente nelle priorità della giunta». Quindi la questione ambientale: «Se negli anni si fosse investito in mobilità alternativa, oggi non si dovrebbero mettere risorse in asfalto e cemento per completare il progetto nuovo nido». A chiudere, il quartiere Abbazia che «si sta trasformando nel quartiere parcheggio di Sesto».
