Sesto Calende, clima avvelenato. Seduta di consiglio sospesa due volte

Sesto calende consiglio comunale

SESTO CALENDE – Ormai è evidente. Il clima avvelenato della politica sestese, che traspare dai social e dai comunicati stampa dei partiti, inquina anche il dibattito in aula. Tra parole grosse e insulti («cafone»  «bugiardo», «vergognati»), allontanamenti, evidenti infrazioni del regolamento – da ambo le parti – e pesanti accuse reciproche, anche ieri sera, 6 febbraio, il consiglio comunale si è trasformato in una bagarre. Tanto che la presidente dell’assise, Barbara Mercalli, è stata costretta a sospendere due volte la seduta per provare a riportare la calma. 

Il pallottoliere

Gli argomenti all’ordine del giorno? Moschea, sicurezza e Dup, di fatto passati in secondo piano, visto che è bastato un refuso su una tabella a monopolizzare il dibattito per oltre un’ora. Mattatore della serata, ancora una volta, il consigliere d’opposizione Marco Colombo (Lega), allontanato (ma soltanto a parole perché non si è schiodato dal suo scranno) dopo una serie di interventi durissimi («se dovrò essere querelato, sarò querelato») e dopo aver donato al sindaco Betta Giordani un pallottoliere (nella foto in alto il momento della consegna) «perché siete degli incapaci e il vostro assessore al Bilancio (il vicesindaco Giorgio Circosta, ndr) non è capace di fare i conti». La risposta del primo cittadino non è mancata («Il suo è un comportamento irrispettoso, sono anche il suo sindaco»), così come i tanti interventi di chi in maggioranza è caduto nella rete della provocazione. Colombo, insomma, ha voluto prendersi la scena ancora una volta, ma a dimostrare che non è il solo a voler stare sul palco c’è il fatto che – anche dopo la sua espulsione – il clima non è affatto migliorato. Due episodi: Simone Danzo ha dato del «cafone» al capogruppo di FdI Mario Boatto, salvo poi prodigarsi in una dichiarazione di scuse ben poco convinte. Poco più tardi, invece, è stato il capogruppo dei leghisti Edoardo Favaron – a cui la maggioranza soltanto pochi mesi fa aveva tributato un lungo applauso di stima il giorno delle elezioni – a replicare all’intervento dell’assessore Francesca Gualtieri, invitandola «a essere educata con le persone che le danno rispetto, perché io non sono mai stato offensivo. Lei non è tenuta a dare lezioni, qui non è a scuola».  

Caccia al like

Non c’era da aspettarsi altro, del resto, visto che da alcune settimane sui social sono apparse proprio a Sesto Calende squallide pagine politiche anonime che – se non controllate direttamente dai gruppi presenti in aula con profili fake – sono comunque platealmente sostenute da chi in consiglio comunale siede. La prima parte della seduta, infatti, è stata monopolizzata da accuse reciproche a chi ha messo i like a contenuti ritenuti «diffamatori e insultanti», come hanno ricordato l’assessore Leonardo Balzarini e il consigliere di minoranza Jole Capriglia. Ecco che la politica, nella sua sede istituzionale più importante, a Sesto Calende è finita a scontrarsi sui “Mi piace” di Facebook. 

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