Sesto Calende, «erba incolta e buche aperte al cimitero». FdI scrive al sindaco

SESTO CALENDE – «L’erba incolta lungo i vialetti, le buche lasciate aperte per settimane accanto alle tombe, cancelli e portoni rimasti per mesi aperti o, al contrario, chiusi e inaccessibili: sono immagini che non possono lasciare indifferenti». Si avvicina il 2 novembre, giorno in cui vengono commemorati i fedeli defunti, e Fratelli d’Italia coglie l’occasione per tornare alla carica sullo stato dei cimiteri a Sesto Calende. Lo fa con una lettera aperta, indirizzata al sindaco Elisabetta Giordani: «Doveroso che si presentino in condizione di ordine, pulizia e decoro».

«Questione di rispetto»

Per FdI è una «questione di rispetto». Per i defunti, «perché il luogo di sepoltura è un segno tangibile di memoria e curarlo significa onorare chi ci ha preceduti». Per i visitatori, «spesso anziani o famiglie con bambini, che meritano di muoversi in spazi sicuri, puliti e accoglienti». Un fatto, poi, di decoro pubblico, «perché il cimitero è anche uno spazio civico: riflette il senso di comunità, l’identità e la dignità di una città». Purtroppo, accusano, «negli ultimi mesi, i cimiteri non hanno rispecchiato tutto questo». Segno di «una amministrazione distratta, incapace di garantire la cura che quei luoghi meritano». Tutto ciò è «ancora più grave» se si considera che a questo settore «era stata assegnata una specifica delega a un consigliere comunale della maggioranza (Sergio Gumier, ndr): una figura che, purtroppo, si è dimostrata inadeguata al ruolo, permettendo a un’impresa incaricata dei lavori di agire (o non agire) senza il necessario controllo».
A ciò si aggiunge «un fatto altrettanto grave: la mancata chiusura dei cancelli». Le parole di FdI: «Comprendiamo, purtroppo, che proprio da questa incuria derivi l’incresciosa sequenza di furti che si stanno verificando nei cimiteri cittadini negli ultimi mesi, a danno di chi desidera soltanto portare un fiore o un ricordo ai propri cari».

«Si restituisca dignità»

Fratelli d’Italia accusa ma non chiede ulteriormente che vengano ritirate deleghe, nemmeno in merito ai cimiteri («La cittadinanza, nei fatti, ha già tratto le proprie conclusioni»). Invece, «le chiediamo di occuparsene personalmente, con la sensibilità che il momento e il ruolo le impongono». Restano ancora alcune settimane prima del 2 novembre, «un tempo sufficiente per restituire dignità e decoro a questi luoghi della memoria, evitando di delegare ulteriormente a chi ha già dimostrato inadeguatezza». Conclude: «Comprendiamo le difficoltà di tenere insieme gli equilibri politici di una maggioranza che si definisce civica, ma che appare sempre più logorata da scelte personali e da figure che hanno abbandonato il proprio dovere e, con esso, il patto di fiducia con la città. Possiamo intuire come, in questo contesto, si inserisca anche il diniego e la lunga attesa che ha di fatto ostacolato la possibilità di accedere e visionare il precedente contratto che legava l’amministrazione comunale all’impresa già incaricata dei lavori nei cimiteri. Una verifica utile e doverosa per comprendere lo stato delle cose e individuare eventuali responsabilità, anche postume, che oggi restano ancora senza risposta. Ci auguriamo, in questa occasione, che prevalga il senso di responsabilità e la volontà di onorare la memoria dei nostri cari, come ogni comunità rispettosa della propria storia dovrebbe fare».

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