SESTO CALENDE – Soltanto due giorni fa, il sindaco le aveva pubblicamente rinnovato la fiducia. Ma sono bastate 48 ore per cambiare strategia. Dopo il caso scoppiato a Sesto Calende a seguito dell’arresto per spaccio del figlio dell’assessore Francesca Gualtieri, il primo cittadino Betta Giordani ha deciso di revocarle la delega alla Sicurezza. Ma resterà al suo posto in giunta, occupandosi soltanto di Sociale.
La nota dell’amministrazione
L’amministrazione comunale, attraverso una nota ufficiale, vuole offrire «le informazioni necessarie per comprendere la vicenda che ha coinvolto il figlio di Gualtieri e le scelte effettuate in merito». Il sindaco, la giunta e la maggioranza «stanno seguendo con responsabilità l’evolversi della situazione e ribadiscono – come già dichiarato da Betta Giordani – la piena fiducia nell’operato dell’assessore, la cui correttezza, integrità e professionalità non sono mai state messe in discussione». Fin da subito, prosegue il comunicato stampa diramato nel pomeriggio di oggi, 1 dicembre, l’assessore «ha comunque manifestato la propria disponibilità a rimettere l’incarico». Tuttavia, dopo essersi confrontata con la maggioranza, il primo cittadino «non ha ravvisato alcun elemento che imponga decisioni drastiche». Spiega: «Le sue vicende personali non hanno alcuna influenza sul suo ruolo istituzionale. È fondamentale ricordare, infatti, che la polizia locale non si occupa di ordine pubblico né di indagini sul traffico di stupefacenti, ambiti di esclusiva competenza delle forze dell’ordine». Un assessore comunale, recita la nota, «non può assolutamente interferire in alcun modo né avere alcun ruolo nei procedimenti penali o investigativi. Tra l’altro le recenti richieste avanzate proprio da Gualtieri – come l’intensificazione dei controlli nelle aree più sensibili del territorio, tra cui la stazione – confermano la sua linea di fermezza, collaborazione e rispetto delle istituzioni». Tuttavia, «per garantire la massima serenità all’assessore e per tutelare l’amministrazione da illazioni e polemiche, il sindaco, in accordo con tutta la maggioranza e con Gualtieri, crede sia opportuno riprendere temporaneamente la delega alla Sicurezza».
Il messaggio del sindaco
Giordani ha inoltrato inoltre un messaggio rivolto a tutti i cittadini di Sesto Calende che riportiamo integralmente:
Capisco profondamente che una notizia di questo tipo possa generare preoccupazione. Quando si parla di sicurezza, ogni cittadino ha diritto alla massima chiarezza. Voglio essere trasparente: un Comune, e nemmeno un Assessore alla Sicurezza, non può influire in alcun modo su indagini di competenza delle Forze dell’Ordine. Si tratta di ambiti separati, e protetti dalla legge. Al di là delle vicende della sfera familiare, ciò che conta per la città è l’operato dell’assessore: negli ultimi mesi ha chiesto più controlli, più vigilanza, più presidio nei punti critici. I fatti parlano chiaro e ci dicono, tra l’altro, che i reati sono diminuiti. Tuttavia, per garantire la massima serenità all’Assessore e per dare la massima garanzia di trasparenza, ho scelto di assumere temporaneamente la delega alla Sicurezza. È una scelta fatta per responsabilità, non per sfiducia.
«Sei mesi di bugie»
Ancora prima che dal Comune arrivasse la nota ufficiale, le opposizioni avevano già diffuso le proprie posizioni sulla revoca della delega alla Sicurezza basandosi contenuto del decreto sindacale pubblicato sull’albo pretorio. «Sono delusissimo dalla scelta del primo cittadino», dice il leghista Marco Colombo. «L’assessore continua a raccontare bugie alla città da sei mesi, tutti sapevano cosa faceva suo figlio e gli hanno consentito di spacciare tutta l’estate rovinando sicuramente decine di ragazzi. E solo per questo motivo l’assessore dovrebbe andare a casa. Ma immagino che 2mila euro lordi al mese di stipendio facciano restare attaccati alla poltrona. È una vergogna. Continueremo a lottare, perché questa situazione venga risolta definitivamente. Una giunta che si sta dimostrando sempre di più impreparata a guidare la città». E aggiunge: «Giordani è in mano all’ex sindaco Roberto Caielli, che la costringe a non revocare le deleghe alla moglie». Di più: «Le decisioni di questa amministrazione sono stupefacenti. Dovrebbero lasciar perdere, ieri in piazza non sono nemmeno riusciti ad accendere l’albero di Natale per tre volte di fila». Così invece Roberta Colombo (Forza Italia): «Apprezziamo la decisione del sindaco, seppur tardiva e maturata anche grazie alle numerose voci di dissenso espresse dalla cittadinanza. Riteniamo tuttavia che, in questo momento così delicato, sarebbe stato opportuno un passo indietro anche rispetto alla delega ai Servizi Sociali, anch’essa non idonea alle attuali circostanze».
Spaccio a Sesto, il sindaco: «L’arrestato è un famigliare dell’assessore». E la difende
