SESTO CALENDE – Non è un’inaugurazione, è un assaggio del futuro. Oggi, 9 febbraio, la sala civica della Nuova Marna ha aperto le porte a Sesto Calende. Un’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte della struttura, dei lavori chiusi e delle pratiche che ancora devono essere sbrigate. Ma anche per cominciare a prendere le misure degli spazi che diventeranno il punto di riferimento della vita culturale, associativa e dell’intrattenimento della città. Ecco allora che si parte con il primo grande evento: il Carnevale. Nel frattempo, si pensa anche al domani, a partire dalla gestione di quei luoghi e delle rispettive attività che verranno ospitate. L’obiettivo è una collaborazione tra pubblico e privato, in modo da coniugare la funzione pubblica della Marna e la professionalità degli esperti del settore.
La sala civica
La presentazione di oggi si è svolta nella futura sala civica – pensata per ospitare fino a 420 persone – realizzata all’interno dell’Accordo di programma del Circolo Sestese, composto da quattro blocchi. Ovvero: la sede della Csck, il parcheggio, il sottopassaggio e, appunto, lo spazio civico. Presenti il sindaco Betta Giordani e gli assessori Leonardo Balzarini e Loredana D’Agaro.
I dettagli del primo evento, il Carnevale, verranno annunciati dalla Pro Loco nei prossimi giorni. L’unica anticipazione è di carattere tecnico e riguarda la nomina di una Commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo («Mancante da tre anni») che si riunirà per valutare le condizioni di sicurezza. Una forma di cautela emersa anche dopo gli incontri in prefettura e, in particolare, dopo gli eventi tragici di Crans Montana.
Tutti gli step. Fatti e da fare
Da un punto di vista tecnico, sono stati riassunti punto per punto tutti i passaggi compiuti finora. E quelli da compiere ancora. «I collaudi tecnico-amministrativi si sono conclusi a maggio del 2025», hanno spiegato. «Ma non hanno coinciso con la possibilità di utilizzo dell’edificio, a causa di varie problematiche». Tra queste: «L’assenza di una scala necessaria per accedere al tetto della nuova sala civica, il mancato interramento del cavo per il trasporto dell’energia elettrica lasciato ad un’altezza pericolosa rispetto alla passerella esterna, la sistemazione degli asfalti nella zona di accesso pedonale al parcheggio interrato, i problemi di drenaggio dell’acqua piovana nella piazza, le infiltrazioni d’acqua all’interno della sala in più punti, le infiltrazioni d’acqua e salnitro nel parcheggio sotterraneo, l’assenza di un sistema di videosorveglianza della sala, del parcheggio e del sottopassaggio e l’assenza della documentazione necessaria ad attivare l’ascensore».
Cosa manca
Ad oggi restano, quindi, diversi interventi da effettuare. Come quelli legati alla videosorveglianza, «che si prevede possa essere concluso entro fine marzo». Oltre a mettere mano a tutte quelle «carenze funzionali – hanno detto – rispetto alla dichiarata multifunzionalità dell’edificio, non sopportata, in fase di progettazione, da una chiara destinazione d’uso della sala e quindi di un modello gestionale realistico». Ecco perché «si stanno individuando tutte le possibili soluzioni e gli accorgimenti necessari a sopperire alle carenze emerse dopo la presa in carico dell’edificio e confermate nel confronto con operatori e professionisti del settore».
Attualmente la sala è «priva di arredi, allestimento del bar, impianti video e audio-luci». Per essere una «vera» sala polifunzionale – in grado di ospitare spettacoli, concerti, conferenze, iniziative culturali, eventi privati e momenti di aggregazione – «sono quindi necessarie soluzioni tecniche e logistiche coerenti, che vadano a sopperire alle mancanze del progetto, in modo che si possa utilizzare la sala in modo ottimale».
La collaborazione pubblico-privato
L’amministrazione Giordani ora punta a un modello organizzativo «con un ruolo più centrale della gestione pubblica», tenendo anche conto dei risultati della consultazione trasmessa alle associazioni sestesi – avevano risposto in 14 realtà del territorio – ad inizio 2025. «La disponibilità a partecipare alla gestione è stata condizionata a una stretta collaborazione con l’amministrazione comunale». Il tutto dettato dalla convinzione che «la sala civica debba restare un patrimonio comune: un luogo accessibile e gestito con criteri di sostenibilità a beneficio della collettività, evitando che un investimento pubblico si traduca, di fatto, in uno spazio privatizzato». Quindi, la proposta sarà incentrata sulla creazione di un sistema gestionale «che coniughi funzioni pubbliche sociali, con particolare attenzione alle esigenze delle fasce più giovani della popolazione, e funzioni private volte alla realizzazione di eventi che garantiscano la sostenibilità economica del progetto». All’interno di questo percorso si inserisce anche «l’affidamento della gestione del bar». Nei mesi scorsi sono stati presi contatti con le realtà che potrebbero affiancare l’amministrazione nella realizzazione degli obiettivi. E, in questo senso, verrà predisposta una manifestazione d’interesse dedicata.
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