A Sesto Calende il passato rivive: le foto sorprendenti con l’intelligenza artificiale

SESTO CALENDE – C’è addirittura Giuseppe Garibaldi, il patriota che dal Ticino sbarca sulle rive di Sesto Calende, proprio dove oggi si apre la piazza che porta il suo nome. E poi c’è il mercato, quello di una volta: tendoni che si affacciano sul fiume, mentre i cittadini in cappotto e cappello chiacchierano tra di loro e sembrano passeggiare davanti alla merce esposta dagli ambulanti. E ancora: le vie del centro – fra ciottoli e terreno battuto – rimandano ai giorni andati, momenti che oggi restano soltanto nella memoria di chi quegli attimi li ha vissuti in prima persona. Sono fotografie. Ma sono vive. È il potere dell’intelligenza artificiale.

Il passato di Sesto rivive

Un cittadino sestese – Walter Sigfrido Sansonetti – ha sfruttato gli strumenti messi a disposizione dall’AI e, recuperando vecchie istantanee della città di Sesto Calende o antichi dipinti, li ha trasformati in attimi di attualità. Il risultato – condiviso sulla pagina social Sesto Calende e dintorni – è un vero e proprio viaggio nel passato. Ecco allora che scene iconiche come, appunto, lo sbarco di Garibaldi, prendono vita e si trasformano in brevi video: momenti che offrono, per un momento, l’impressione di prendere parte a quegli istanti che hanno segnato la storia, e di osservarli come se fossero accadute ai giorni d’oggi. Ma c’è molto di più.

E così, lo sbarco del patriota italiano si anima:

Il progetto abbraccia più epoche, grazie a un archivio di fotografie che raccontano diversi periodi della storia della città e delle sue frazioni. Si vede, quindi, una Sesto Calende quasi dall’alto: sembra di arrivare da Angera, al centro la strada e sulla sinistra uno spazio verde. Mentre, sulla destra, l’area che oggi è occupata dalla Nuova Marna. Lo spunto giusto per mettere a confronto que luogo (intorno agli anni Settanta) con un «sogno» del suo autore realizzato dall’intelligenza artificiale. Ecco il risultato:

D’impatto anche il vecchio mercato del centro. In mostra ci sono due differenti immagini d’epoca, che offrono uno spaccato della vita commerciale vista da prospettive differenti. Poi sono state restaurate con l’AI. Fino a renderla così:

Una delle immagini più recenti riguarda la vecchia chiesa di San Bernardino (realizzata nel 1456), che – come descrive la didascalia di Sansonetti – fino al 1905 occupava gran parte di piazza Garibaldi. Si legge: «Dal 1882 il selciato originale del Sempione scendeva da piazza 25 Aprile, lungo Via 20 Settembre. Passava accanto alla chiesa e proseguiva per via Roma, per risalire poi dopo il palazzo comunale lungo via Ferrarin, sul terrapieno appositamente elevato per portare la strada all’altezza del vecchio Ponte di ferro». E ancora: «L’edificio fu sottoposto a diversi restauri e modifiche, finché si decise per la demolizione nel 1896, nello stesso tempo in cui ebbe inizio la costruzione dell’attuale chiesa». Oggi come apparirebbe? Nonostante i limiti dell’intelligenza artificiale – per esempio per le scritte delle insegne o per alcuni dettagli – il risultato è sorprendente:

Fra gli esperimenti più particolari, il tratto del Sempione all’altezza della prima rotonda del centro. Arrivando da Vergiate, dove oggi ci sono le vetrate con i loghi della Leonardo, un tempo sorgeva la chiesa di San Giuseppe. Poi demolita per far spazio alla Savoia Marchetti. Ecco come si presenterebbe oggi quel pezzo di città se l’edificio sacro fosse ancora al suo posto:

Così è come risulta la foto restaurata:

Sempre restando sul Sempione, questa volta si arriva da Castelletto Ticino. Lungo corso Matteotti, all’altezza di via Vittorio Veneto, si vedono i condomini e il celebre albero che dà il nome a via dell’Olmo:

In movimento, è così:

L’obiettivo prevede anche il restauro di vecchie fotografie, offrendo immagini più nitide e, quindi, con l’impressione che siano attuali. Come nel caso del lungofiume sestese, visto dalla sponda di Castelletto Ticino:

E sui social spuntano decine e decine di foto così: restaurate, animate, vive. C’è l’antico ponte ferroviario in legno, restaurato e modificato ad arte: il treno che passa e sbuffa. Quasi fosse un momento immortalato oggi, con uno smartphone:

Così, con il treno all’orizzonte:

Fino ai dipinti, scorci sul fiume che si animano. E molte altre immagini. La storia e i tempi moderni si fondono, pochi secondi che offrono la percezione di viaggiare nel tempo. E respirare l’atmosfera del passato.

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