VARESE – L’esordio nella riunione dei capigruppi provinciali di Fabio Passera che ora guida i dem in consiglio e il faccia a faccia tra tutte e cinque i dem eletti a Villa Recalcati e il sindaco Davide Galimberti e gli assessori. È un inizio di settembre frizzantino per il Partito Democratico della provincia di Varese. Ma andiamo con ordine.
Il cambio della guardia
Partiamo dalle novità a Villa Recalcati, dove i dem hanno cambiato capogruppo: da Michele Di Toro a Fabio Passera. Motivi politici? Dentro al partito chiaramente tutti vogliono far passare la novità come un cambio solo tecnico. In realtà c’è chi sostiene che l’avvicendamento sia stato fatto anche perché Michele Di Toro, consigliere comunale a Palazzo Estense, è considerato molto vicino al sindaco Davide Galimberti. Insomma un segnale, non eclatante (ma che rientra nelle liturgie della politica) a chi oggi nel partito governa il capoluogo e anche (con metodo galimbertiano) buona parte del PD.
Il faccia a faccia dem
Sarà un caso o una semplice coincidenza, ma dopo il cambio di capogruppo (anche se l’ufficializzazione è molto più fresca) c’è stato un confronto – senza scontro, è bene sottolinearlo – tutto interno al Partito Democratico. Con il sindaco Galimberti e gli assessori Roberto Molinari, Andrea Civati e Rosella Dimaggio che ha chiesto un incontro ai consiglieri dem provinciali per fare il punto della situazione su una serie di questioni aperte tra Palazzo Estense e Villa Recalcati.
I ristorni
I ristorni dei frontalieri è stato uno dei temi dell’incontro. Occorre ricordare, infatti, che Varese è rimasta esclusa dall’assegnazione dei ristorni. Una scelta politica, anzi, i dem parlarono chiaramente di scippo. Varese, infatti, che può contare su una percentuali di frontalieri superiore al 3% della cittadinanza (parametro fissato per l’assegnazione), è stata esclusa in quanto Comune con più di 15 mila abitanti (parametro che ha tagliato l’assegnazione). E quindi in città, a conti fatti, non sono arrivati 4 milioni di euro. Quota che dal governo arriverà alla Provincia, tramite Regione Lombardia. Poi la Provincia dovrà investire quei soldi in opere pubbliche finalizzate a migliorare strutture e infrastrutture nei territori dei Comuni di confine. Tra i quali c’è Varese. E dem di Palazzo Estense hanno sottolineato ai colleghi provinciali proprio questo aspetto. In parole povere: “quello scippo dovrà in parte tradursi in opere anche su Varese”.
Il teatro politeama
Non solo. È stata affrontata anche la questione del teatro Politeama. Occorre ricordare che, a fine aprile, Marco Magrini, sulla spinta di tutti i consiglieri di maggioranza, quindi anche di Forza Italia, ha manifestato la volontà di stanziare fino a 2 milioni di euro per il nuovo teatro della Città di Varese. E sindaco e assessori, nel faccia a faccia, ha chiesto conto su questo specifico stanziamento. In due sintesi: “I soldi ci sono o non ci sono?”. E qualora non ci fossero, il pd comunale pare abbia invitato i colleghi provinciali ha lavorare per portare in porto un’operazione che, politicamente, è stata sostenuta anche da Forza Italia. Operazione campo largo.
Faccia a faccia e campo largo
Ora, leggere il confronto interno al PD come un semplice invito a mantenere (o far mantenere al presidente Magrini) la promessa di fondi sarebbe riduttivo. Forse la chiave di lettura più completa dovrebbe anche contemplare la data 2027: anno delle gran bagarre elettorale, nella quale, la madre di tutte le battaglie per i piddini sarà proprio mantenere Varese ai danni di un centrodestra che da due mandati schiuma rabbia e frustrazione per essere stato relegato all’opposizione. Per concludere: se fosse calcio, il messaggio recapitato ai dem provinciali è di fare pressing e portare a casa risultati. Possibilmente in tandem con i forzisti.
