MACUGNAGA – Nuovi sviluppi nell’inchiesta relativa ai reati ambientali ed edilizi che sarebbero stati commessi nell’ambito della realizzazione della pista per e- bike al Belvedere a Macugnaga, in provincia del Verbano Cusio Ossola. É l’inchiesta nell’ambito della quale è stato arrestato il sindaco Alessandro Bonacci, 84 anni, accusato di frode processuale, depistaggio e falso materiale in atto pubblico e attualmente agli arresti domiciliari.
Il tratto è quello che sale lungo la morena della parete est del Monte Rosa, portando all’alpe Pedriola e al rifugio Zamboni. La Procura aveva avanzato richiesta di sequestro preventivo mesi fa. Il Gip di Verbania ha accolto ieri l’istanza. La pista a cui sono stati messi i sigilli è quella che dall’arrivo della seggiovia al Belvedere si dirige verso il ghiacciaio: circa 500 metri di lunghezza per una larghezza da quattro a sei metri. Si tratta dell’opera scavata nel 2023 in violazione – secondo l’indagine della Procura di Verbania – di norme edilizie e ambientali.
Le indagini sul sindaco
Ai primi di settembre del 2023 dalla Provincia del Vco viene emessa una ordinanza di sospensione dei lavori nel cantiere aperto nel mese di aprile. Lavori presentati nelle carte amministrative del Comune come “sistemazione” del sentiero che congiunge il Belvedere al rifugio Zamboni Zappa. In realtà, secondo i finanzieri della stazione del soccorso alpino di Domodossola, si trattava in gran parte di un nuovo tracciato, con sezioni molto ampie e con la costruzione di diverse massicciate, anche vicinissimo alla morena del ghiacciaio. Una vera e propria strada, che attraversava un’area, interamente sottoposta a vincoli idrogeologici, all’interno della quale sussiste anche una Zona di protezione speciale, perché è habitat naturale di una sessantina di specie di uccelli, tra cui l’aquila reale e la pernice.
Secondo le indagini svolte dalla Finanza, su incarico dell’amministrazione del sindaco Bonacci una ditta di Villadossola aveva cominciato i lavori senza aver effettuato la necessaria “Valutazione d’incidenza ambientale” e senza i pareri degli uffici Politiche territoriali e di vigilanza urbanistica della Regione. Da qui l’ordinanza di sospensione dei lavori e poi l’avvio di un procedimento giudiziario. Proprio nell’ambito di questo procedimento, il sindaco aveva prodotto alla magistratura e agli uffici tecnici responsabili delle autorizzazioni come prova a discarico un’ordinanza urgente risalente al tempo dell’apertura del cantiere, che autorizzava i lavori per “pubblica e privata incolumità”. Ordinanza che è risultata falsa e realizzata a posteriori. Per questo la Procura ha accusato il sindaco Bonacci e ne ha disposto l’arresto.
Il sindaco, nelle scorse settimane aveva ottenuto l’attenuazione delle misure cautelari in favore del divieto di dimora a Macugnaga. Ma pochi giorni dopo essere stato rimesso in libertà, ha iniziato a contattare una dipendente del Comune chiedendo dei documenti. La dipendente, preoccupata, ha segnalato l’accaduto alla Guardia di Finanza e così la Procura ha chiesto al Gip il ripristino della misura dei domiciliari. Bonacci nel frattempo è sospeso dalla carica di sindaco come previsto dalla legge Severino.
Sequesto “blocca” i turisti
La notizia del sequestro ha destato clamore nel paese, già scosso dalla vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’amministrazione comunale, attualmente guidata dal vicesindaco Claudio Meynet.
I sigilli al tracciato rendono praticamente raggiungere il rifugio Zamboni e il lago delle Locce due tra le principali attrazioni per i numerosi turisti in vacanza a Macugnaga o che raggiungeranno la località nella settimana di Ferragosto. Per questo motivo il Comune intende chiedere la revoca del sequestro, e nel frattempo si sta attrezzando per ripristinare un passaggio pedonale che bypassi il tratto sequestrato e permetta di raggiungere le mete di tante escursioni.
Ettore Colli Vignarelli
