Fisco, salute e politiche sociali: i sindacati portano la contrattazione nei comuni

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La presentazione della piattaforma per la contrattazione territoriale

VARESE – Il 28 febbraio presso l’Unahotels di Varese in via Albani 73, dalle 9.30 alle 13.30, i sindacati presenteranno unitariamente durante un’iniziativa pubblica la piattaforma della contrattazione territoriale. La contrattazione territoriale e sociale si svolge con i comuni e rappresenta una delle azioni sindacali più innovative nell’ambito della tutela dei diritti e della protezione dei cittadini.

Dalle aziende alle istituzioni

Ad illustrare gli obiettivi Francesco Vazzana (Cgil Varese), Paola Gilardoni (Cisl dei Laghi) e Pierluigi Pratola (Uil Varese). Si intende rilanciare la contrattazione poiché si esce dai luoghi di produzione per interagire con le istituzioni allo scopo di proporre una piattaforma unitaria che sintetizza le tematiche da ritenersi prioritarie della negoziazione sociale e territoriale, derivanti delle scelte di politica economica della legge di bilancio. In Provincia di Varese risiedono oltre 870mila abitanti, di cui oltre 200mila over 65 e circa 135mila under 18. Le famiglie sono circa 380 mila. «L’auspicio – dicono i sindacati – è certamente quello di rendere più equi ed accessibili i servizi erogati dalle istituzioni, traendone un indiretto aumento del potere d’acquisto di salari e pensioni».

I temi

Tra i temi ritenuti prioritari innanzitutto la fiscalità, da declinarsi attraverso una convinta lotta all’evasione fiscale; l’applicazione della progressività, anche per quanto concerne la fiscalità locale; una soglia di esenzioni per i meno abbienti ed una politica delle tariffe a garanzia di tutti ed attraverso il ricorso a regolamenti Isee condivisi territorialmente. L’obiettivo del rilancio del confronto con i comuni è quello di concorrere alla definizione di nuovi strumenti di tutela per le famiglie. Quindi le politiche sociali, tema attraverso il quale i sindacati rivendicano diritti per coloro che in diversa misura convivono con un disagio: minori, fasce fragili della popolazione e non autosufficienti, disabili, anziani, caregiver fino ai lavoratori poveri, figura nuova ma presente anche nel territorio varesino. «Eliminare il lavoro povero non è certamente facile, ma siamo persuasi che il primo passo sia debellare la pratica degli appalti al massimo ribasso».

Dai trasporti alla salute

«Auspichiamo città realmente accessibili ed inclusive, pensate secondo la logica della sostenibilità ecologica e della sostenibilità del suolo – continuano i sindacati – una reale inversione di tendenza rispetto all’approccio urbanistico diffuso da decenni. Ne discende la necessità di dotarsi di un sistema di trasporto pubblico in grado di non impattare con l’ambiente». Quindi in tema di disuguaglianze per i sindacati varesini è imprescindibile tentare un’apertura al bilancio di genere per superare un gap atavico anche dal punto di vista del reddito e dell’accesso alle opportunità di auto realizzazione tra uomini e donne. Quindi il reperimento delle risorse, sfruttando al meglio il Pnrr e il monitoraggio delle disponibilità delle risorse europee, oltre ad un adeguato utilizzo delle risorse prodotte dal lavoro dei frontalieri. Infine il tema forse più importante per il benessere dei cittadini: l’integrazione tra il sistema sanitario, che deve svilupparsi capillarmente sul territorio ed un apparato socio assistenziale in grado di dialogarvi. Le organizzazioni sindacali hanno trasmesso la richiesta di incontro a tutti i 136 comuni della provincia di Varese.

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