SOLBIATE ARNO – «Angela parlava di colori, leggeva e si muoveva per Solbiate come se non fosse cieca. Sono sempre stata meravigliata da lei», così Manuela Villa, assessore ai Servizi Sociali di Solbiate Arno, ricorda la professoressa Angela Mazzetti. E oggi, a quasi due anni dalla sua scomparsa, l’amministrazione comunale spera di poterle dedicare la biblioteca comunale.
Contro ogni avversità
Figura di spicco di Solbiate Arno, la professoressa Mazzetti è stata capace di trasformare la cecità in uno strumento di forza. Nata nel 1936, ha frequentato scuole e università quando ancora non prevedevano aiuti per le persone non vedenti. E, dopo la laurea, è andata a sedersi dall’altra parte della cattedra, iniziando a insegnare nonostante la sfiducia dei superiori. «Quello che ha fatto dimostra la sua caparbietà», commenta Villa. «È sempre riuscita a inserirsi ovunque, anche sgomitando quand’era necessario». Un atteggiamento che ha premiato, e che l’ha portata fino alla presidenza della sezione varesina dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e alla vittoria del “Premio Cuore Lions” perché «donna del sociale, abituata ad agire nel silenzio senza far rumore». Ma il suo impegno non ha mai smesso di rivolgersi anche verso la comunità di Solbiate. Nel 1990, infatti, è stata proprio lei a stimolare l’allora sindaco Ambrogio Mazzetti a dare una sede adeguata alla biblioteca. Quella stessa sede che ora l’amministrazione comunale spera di dedicarle.
Un ostacolo da superare
Perché ciò accada, però, occorre superare un ostacolo. La legge, infatti, stabilisce che i luoghi pubblici non possano essere dedicati a persone decedute da meno di dieci anni, salvo deroghe. E la speranza è proprio quella che – in vista dei meriti della professoressa – il Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, decida di fornire l’autorizzazione. Del resto, c’è un precedente illustre: meno di un anno fa, il prefetto autorizzava il Comune di Gazzada a intitolare la sala consiliare a Roberto Maroni, nonostante fossero passati meno di due anni dalla sua morte e contrariamente al parere espresso dall’allora segretario comunale.
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