«Il commercio di Somma negli anni è stato sempre dinamico. Lo dicono i numeri»

somma calò
Francesco calò

Le serrande che si alzano (e quelle che cambiano nome)

Ci sono numeri che sembrano freddi.
Poi li guardi meglio e capisci che raccontano vite.

Negli ultimi cinque anni, osservando il commercio della città, i numeri hanno raccontato soprattutto una cosa: movimento. Cambiamenti di gestione, nuove aperture, attività che chiudono e altre che ripartono.

Nel 2021, a Somma Lombardo, le aperture furono 34.
I subentri – quei passaggi silenziosi in cui un’attività cambia mano ma non abbassa la serranda – furono 23.
In totale 57 nuove presenze nel tessuto commerciale.
Le cessazioni si fermarono a 16.
Il saldo fu positivo: +41.

Quattro anni dopo, nel 2025, il quadro è cambiato, ma non nella direzione che qualcuno temeva.

Le aperture “pure” scendono a 18.
Ma i subentri salgono a 51.
Il totale delle nuove attività arriva a 69.
Le cessazioni crescono a 30.

All’inizio dell’anno i numeri facevano temere uno scenario diverso.
Le cessazioni crescevano più rapidamente delle nuove aperture e il rischio di chiudere l’anno con un saldo negativo sembrava possibile.

Poi i dati hanno preso un’altra strada.

Nel corso dell’anno i subentri sono aumentati in modo significativo: attività che non hanno chiuso, ma hanno semplicemente cambiato mano.
Alla fine il saldo resta positivo: +39.
Solo due unità in meno rispetto al 2021.

Se si guardano solo le aperture, si potrebbe parlare di rallentamento.
Se si osservano i subentri, si vede invece un’accelerazione nei passaggi di testimone.
Non meno commercio. Più trasformazione.

Nel 2021 le nuove aperture rappresentavano circa il 60% del totale delle nuove attività.
Nel 2025 scendono a circa il 26%.
Il peso dei subentri cresce fino a rappresentare quasi tre quarti dei nuovi ingressi.

Le cessazioni aumentano: da 16 a 30.
Ma il saldo complessivo resta positivo in entrambi gli anni.

Guardando a questi dati alla fine del mio quinquennio da assessore, il bilancio che consegniamo alla città è quello di un tessuto commerciale che ha continuato a muoversi, adattarsi e rigenerarsi.

Sono stati anni complessi.
Gli anni del COVID, che hanno messo a dura prova il commercio di prossimità e il lavoro di tanti imprenditori.
E anni in cui il mercato della distribuzione è cambiato rapidamente.

Proprio per questo, all’interno del Piano di Governo del Territorio, abbiamo introdotto norme specifiche sulla media distribuzione, con l’obiettivo di governarne la crescita e mantenerla compatibile con l’equilibrio del commercio cittadino.

Una crescita che oggi possiamo definire controllata, grazie a regole pensate per tutelare il tessuto commerciale esistente e la vitalità dei nostri quartieri.

Questa è l’eredità che lasciamo: un sistema commerciale che ha attraversato una crisi globale, si è adattato ai cambiamenti e continua a rigenerarsi.

Perché le città non si misurano solo contando quante serrande si alzano.
Si capiscono osservando quante, anche quando cambiano nome, restano aperte.

Francesco Calò
(Assessore al Commercio a Somma Lombardo)

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