Bellaria: «Cassani, basta scaricare i problemi di Gallarate su Somma»

GALLARATE – «Per l’ennesima volta, quando non sa che pesci pigliare, il sindaco Andrea Cassani scarica i problemi di Gallarate sugli altri Comuni». Chiamato in causa ora parla Stefano Bellaria, primo cittadino di Somma Lombardo. A far discutere è la collocazione dei 40 posti dell’Ospedale di Comunità, che non saranno a Gallarate ma saranno – appunto – spostati nella vicina Somma. E monta la polemica.

«Scarica i problemi sugli altri»

Una tema che preoccupa e fa discutere Gallarate. Ma fa discutere anche Somma, che ora interviene e dice la sua. Prima, però, l’affondo di Bellaria, che accusa Cassani di «scaricare i problemi sugli altri Comuni». Dice: «Lo ha fatto, in passato, sul progetto Revolution di Fondazione Cariplo, dove per i suoi colpi di testa si è rischiato di perdere 2milioni e mezzo di finanziamento». E ancora: «Lo ha fatto sui Sinti, spostati a Somma Lombardo». Non solo: «Lo ha fatto sul Protocollo Homeless  di Malpensa, dove ha capito Roma per toma». Ora il primo cittadino sommese interviene sulla (molto) discussa questione sanitaria: «Mi spiace che l’amministrazione gallaratese si sia svegliata all’ultimo minuto rispetto all’Accordo di programma sull’ospedale nuovo. Fino ad oggi ha parlato praticamente soltanto di Urbanistica e non di contenuti sanitari, che sono l’aspetto più importante».

L’Accordo di programma

Bellaria ricorda che «già due anni fa, Somma e Saronno hanno chiesto di partecipare all’Accordo di programma». Non tanto per la parte urbanistica («Non ci interessa, spetta a Gallarate e Busto Arsizio»), ma piuttosto per avere «una programmazione complessiva dei servizi sanitari di tutta Asst». Questo, coordinando quanto si sarebbe dovuto fare a Saronno, Busto, Gallarate e Somma, «dove oggi ci sono quattro presidi ospedalieri». Conclusione: «Ci hanno ovviamente rispedito al mittente».

«Il mio caffè è corretto»

Poi, le precisazioni sull’Ospedale di Comunità di Somma. Che è «un progetto puntuale e, tra l’altro, già allegato al piano del 2020 sul nosocomio unico». Nel senso che «i contenuti erano già chiari allora». Poi è stato ripresentato nel 2022, con i finanziamenti del Pnrr: «I primi dieci posti – dice Bellaria – sono già attivi, ed entro il 2026 saranno operativi tutti e 40». L’ospedale di Gallarate, insiste il sommese, «nella migliore delle ipotesi – nella sua nuova conformazione – sarà pronto fra cinque o sei anni. Che facciamo? Depotenziamo i servizi per un capriccio del sindaco di Gallarate? Piuttosto chieda posti aggiuntivi, e non sostitutivi, da inserire nella sua città. E anche Somma sarà al suo fianco. Se vuole confrontarsi sul tema amministrativo e necessita di un consiglio, la mia porta è sempre aperta». E chiude ironico: «Gli offro un caffè, che a differenza del suo non può che essere corretto».

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