SOMMA LOMBARDO – Sono passati sei giorni dal suo ritiro alla corsa elettorale di Somma Lombardo, sono passate le vacanze pasquali e Piero Cesare Iametti ha potuto riordinare le idee. Ora spiega in prima persona per quale motivo ha deciso di farsi da parte e non essere il candidato sindaco del centrodestra. Lo fa con una lettera, indirizzata direttamente ai cittadini. «Avrei voluto far cambiare passo a questa città, darle una nuova prospettiva, considerare ogni cittadino un protagonista della vita cittadina a cui dare risposte immediate. Ma l’oggi non me lo permette, quindi l’obiettivo sarebbe divenuto impossibile», scrive.
FdI vuole Consonni
Con il suo passo indietro, la coalizione ha dovuto rimettersi al tavolo per individuare un candidato sindaco. Ma al momento, il centrodestra si trova ancora in altomare. Forza Italia ha provato a lanciare l’ipotesi Silvio Pezzotta, nome che avrebbe potuto riunire tutti. Ma questa possibilità, quasi subito, è caduta precipitosamente. Infatti, Fratelli d’Italia sarebbe tornata a insistere prepotentemente sul presidente del circolo cittadino Daniele Consonni: soluzione che, invece, è ben più divisiva. Si attende soltanto l’annuncio, che dovrebbe arrivare nelle prossime ore, con cui FdI renderà nota la discesa in campo di Consonni sostenuto da Udc e Lega. A quel punto, la spaccatura del centrodestra sarebbe ufficiale.
La nota di Iametti
Nel frattempo, Iametti ha preso carta e penna e ha messo in ordine pensieri e motivazioni del suo ritiro. Ecco la lettera integrale inviata ai cittadini di Somma:
Passate le feste è intervenuta maggior tranquillità, quindi in modo più sereno si possono esprimere i pensieri.
Mi rivolgo a tutti voi, miei cari concittadini, che in questi giorni ho avuto modo di incontrare e ascoltare percorrendo le strade di questa nostra città. E a tutti coloro che, stringendomi la mano, mi incoraggiavano in questa mia nuova avventura politica.Quando sei candidato sindaco, all’interno della coalizione che dovresti guidare, se vuoi costruire qualcosa ci vuole coesione. Perché ogni scelta diventa una promessa e ogni promessa non deve divenire un rinvio e ogni rinvio un insuccesso.
Quando ti accorgi che il rischio di insuccesso è alto, non diventa più solo una questione di linea politica da tenere e ricerca di possibili futuri risultati. Ma devi tenere conto della realtà che ti si presenta.
Per come sono fatto, per la mia onestà civica, professionale e politica verso la città, quando mi sono accorto che la coalizione che avrei dovuto rappresentare mal si sopportava, proprio nel momento essenziale della vita politica che programma il futuro della città, ho ritenuto che il mio spirito e contributo finisse lì.
La pazienza deve essere una virtù e non un costo. E chi ambisce all’elezione deve essere proiettato al futuro, non pensare a una sola “questione di sopravvivenza”.
Avrei voluto far cambiare passo a questa città, darle una nuova prospettiva, considerare ogni cittadino un protagonista della vita cittadina a cui dare risposte immediate. Ma l’oggi non me lo permette, quindi l’obiettivo sarebbe divenuto impossibile.
Mi è spiaciuto non proseguire l’esperienza nella quale credevo, non fa parte del mio carattere, ma l’interesse della città doveva prevalere.
Elezioni a Somma, centrodestra allo sbando. Iametti si ritira
