Elezioni a Somma, Scidurlo (FdI) non molla: «Misoginia e calunnie contro di me»

Somma lombardo lettera Scidurlo

SOMMA LOMBARDO – Non molla Manuela Scidurlo (Fratelli d’Italia). Anche se il suo nome non è più sul tavolo provinciale (la scelta ora è tra il suo presidente di circolo Daniele Consonni e l’avvocato di Lombardia Ideale Piercesare Iametti), non ha intenzione di chiamarsi fuori: «Nella nostra sezione è stato indicato il mio nome come candidato da proporre, e penso che questo sia più che legittimo e democratico, così come è legittimo continuare a sostenere la propria posizione». E spara a zero contro gli alleati della coalizione, colpevoli di un «comportamento intriso di misoginia e calunnia, utile solo a giustificare una cattiveria gratuita». Uno sfogo che complica ancora di più il quadro, ancora in stallo e sempre più contorto.

La lettera integrale 

Di seguito la lettera integrale di Manuela Scidurlo, attuale capogruppo di Fratelli d’Italia a Somma Lombardo: 

Gentile Direttore,

negli ultimi mesi tanto è stato detto e poco è stato fatto.
Per scelta politica e personale ho sempre deciso di non rispondere alle provocazioni, di tacere e pensare solo a lavorare a testa bassa per poter dare risposte e proposte concrete ai miei concittadini e non solo sterili polemiche. Tuttavia, quando il chiacchiericcio punta a screditare e distorcere la realtà, è necessario mettere nero su bianco parole già dette chiaramente ai tavoli politici ma che ora hanno necessità di trovare spazio su un foglio di carta per rimanere chiare e incise nel tempo.
E’ noto che attualmente il mio partito rappresenta la maggioranza relativa in Parlamento ma nessuno nella nostra città ha mai voluto imporre nulla, semplicemente nella nostra sezione è stato indicato il mio nome come candidato da proporre, e penso che questo sia più che legittimo e democratico, così come è legittimo continuare a sostenere la propria posizione.
La sezione ha visto in me una figura che potesse rappresentare un cambiamento importante, e dopo una ponderata riflessione ho dato la mia disponibilità.
Ma questo, al contrario di quello che vogliono far credere, non è un’imposizione tantomeno un’ossessione personale, mi sono semplicemente messa a disposizione della città come hanno fatto altre persone. Eppure mentre negli altri si vede il “salvatore della patria” in me una ragazzina (di 41 anni!!!) da distruggere a suon di comunicati e segnalazioni.
La mia disposizione è arrivata dopo una lunga riflessione e con la consapevolezza che la nostra città ha bisogno di cambiare passo per diventare grande, e per diventare grande bisogna iniziare dal futuro, dai nostri bambini e ragazzi crescendo la classe dirigente del futuro e cercando di non perderla ma riuscendo a trattenerla in città.
Sebbene sia fondamentale occuparsi del futuro, non possiamo certo dimenticarci dei nostri nonni, dei nostri anziani che hanno necessità di servizi e centri di aggregazione.
Ma è importante ricordarsi anche di una categoria troppo spesso non contemplata: le persone che la classe dirigente del futuro la stanno crescendo, delle mamme e dei papá, insomma della mia generazione che necessitano di servizi che conciliano i tempi famiglia-lavoro, che troppo spesso si trovano costretti a delegare ai nonni o a fare letteralmente “salti mortali” per incastrare gli impegni dei figli e quelli lavorativi.
Ovviamente sappiamo che non sono solo questi i problemi della città, potremmo parlare di sicurezza, viabilitá, lavori pubblici, edilizia privata, ma non mi voglio dilungare.
Questa mia, deve semplicemente servire a chiarire quello che chiunque mi conosca sa già e cioè che non sono come mi descrivono. L’atteggiamento che certe persone hanno tenuto non definisce chi sono io, ma definisce chi lo attua: un comportamento intriso di misoginia e calunnia, utile solo a giustificare una cattiveria gratuita. Se l’accusa è quella di essere ambiziosa la accetto, e lo sarò sempre nella vita, nel lavoro, nella famiglia e nella politica, ma quella sana e umile ambizione che porta a studiare, a crescere a migliorarsi.
Ora basta scrivere, é ora di continuare a lavorare, non con riunioni segrete svolte contro qualcuno ma alla luce del sole con coraggio e umiltá.
Tanto dovevo, al mio Presidente Daniele per la stima e la fiducia che ripone in me, ai ragazzi della sezione per l’impegno incondizionato che ci mettono giornalmente, ai miei sostenitori preziosi e indispensabili, ai miei amici che sanno sempre cosa dirmi e mi ricordano costantemente quanto valgo, a Marco e Mattia miei primi supporter e il mio porto sicuro, a mia sorella Monica che mi ha insegnato a correre quando il vento è contrario, e per ultimo ma non per importanza ai miei genitori che mi hanno insegnato il valore più grande: LA DIGNITA’.

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