OLGIATE OLONA – Sono « poco credibili le stime di traffico per il Polo Logistico»: ora è il consigliere indipendente Marco Clerici a provare a fare chiarezza sul caso che sta tenendo banco a Olgiate Olona da settimane. «Non avrebbero senso di esistere 42 baie per appena 48 mezzi pesanti al giorno» sostiene Clerici. Il sospetto, prendendo spunto anche dal polo Shein di Stradella, è che «il flusso reale sarà molto più intenso di quello valutato nelle analisi ambientali e viabilistiche». Infatti il progetto «prevede anche 42 parcheggi per Tir in attesa».
L’analisi
Clerici analizza la questione con un documento in cui accende i riflettori sul nuovo polo logistico al confine con Castellanza, per far comprendere la reale portata dell’intervento. Approvato da tutti gli enti ma basato, secondo il consigliere olgiatese, su stime di traffico poco credibili. I 48 tir al giorno dichiarati non reggerebbero di fronte alle 42 baie operative, «suggerendo un flusso reale molto più intenso di quello valutato nelle analisi ambientali e viabilistiche». Tra i punti positivi vengono ricordati la bonifica dell’area ex chimica, 75 posti di lavoro, oltre 2 milioni di euro di oneri e nuovi collegamenti ciclopedonali. Ma non mancano le ombre: rotatorie costruite quasi esclusivamente per l’hub, risorse vincolate al restauro di Villa Gonzaga, ripiantumazioni giudicate insufficienti e un grande impianto fotovoltaico destinato al solo consumo interno. «Ma Castellanza – ammonisce Clerici – ha saputo giocare bene i pochi strumenti nelle sue mani». E allora si leva la richiesta di «un’assemblea pubblica, dove l’amministrazione possa rispondere alle domande dei cittadini».
La nota di Clerici
Marco Clerici
Il polo logistico – Una sintesi per comprendere
Sul tema del polo logistico si è tanto discusso senza mai dare ai cittadini gli strumenti utili a comprendere quali possano essere le problematiche legate all’avvio e al funzionamento dell’hub attualmente in fase di completamento al confine con Castellanza.
L’iter di approvazione del progetto per la realizzazione di un’infrastruttura di oltre 40.000 mq per la ricezione, stoccaggio e ridistribuzione di merci (verosimilmente articoli d’abbigliamento) ha rispettato la normativa.
Tutti gli Enti coinvolti hanno avuto modo di esprimersi favorevolmente sul progetto, avanzando richieste ogni volta positivamente evase dal proponente: i Comuni di Olgiate e Castellanza, ATS, ARPA e Provincia di Varese non hanno riscontrato elementi critici per la viabilità, l’inquinamento acustico e atmosferico.
Il nodo, tuttavia, è insito proprio nei numeri del progetto vagliati da questi Enti: in particolare, nei 48 mezzi pesanti (in entrata, e in egual numero in uscita) che costituirebbero l’indotto quotidiano del polo logistico.
Un numero ampiamente sottostimato rispetto alle dimensioni del polo logistico e al numero di baie (quarantadue), che non avrebbero senso di esistere per permettere il carico/scarico di un numero così esiguo di tir. Come metro di paragone, possiamo rifarci al caso di Stradella, in provincia di Pavia: un polo logistico di dimensioni analoghe – con i suoi 45.000 mq – e un numero persino inferiore di baie (quaranta), unico hub in tutta Italia del colosso cinese d’abbigliamento Shein, che riusciva – prima della sua chiusura nell’anno in corso – a soddisfare le esigenze di stoccaggio e ridistribuzione del mercato italiano.
Ora, è chiaro ed evidente che oggigiorno l’ipotesi di tenere ferma una baia un’intera giornata per una sola operazione di carico e una di scarico è del tutto inverosimile; tanto più che il progetto prevede anche la realizzazione di quarantadue parcheggi per tir in attesa che le operazioni di carico e scarico si concludano.
Nondimeno, tutte le stime in termini di inquinamento ambientale e acustico, impatto viabilistico e atmosferico, sono svolte sulla base proprio di questi numeri.
Qui il nodo cruciale; questo l’elemento che deve mettere in allarme e sul quale tenere i riflettori puntati, per assicurare il rispetto – una volta avviate le attività – dei parametri e dei numeri ufficiali trasmessi dal proponente a Provincia di Varese e agli altri Enti. In caso contrario, sarà indispensabile l’intervento del Comune per segnalare le infrazioni e riportare le operazioni nel novero di quanto pattuito.
Parimenti, per trasparenza e imparzialità, occorre tener conto di quali siano i benefici potenzialmente prodotti dal progetto: bonifica di un suolo altamente inquinato (quello dell’ex polo chimico), occupazione di circa 75 persone (di nuovo, secondo i documenti ufficiali), oltre 2.000.000 € di oneri di urbanizzazione versati al Comune. Rientra tra i benefici anche la costruzione di un percorso ciclo-pedonale in via Roma, via Morelli e via Unità d’Italia.
Questi i vantaggi; vi sono poi degli effetti concordati che – nella visione del sottoscritto – non riportano un beneficio alla collettività: la costruzione di due rotatorie limitrofe al polo (che serviranno le sole esigenze dell’hub stesso), l’investimento di quasi 300.000 euro per il restauro di Villa Gonzaga – soldi che avrebbero dovuto, non solo potuto, essere spesi altrove, non sottostando a vincoli stringenti di utilizzo trattandosi di cosiddetti «extra-oneri» –, la ripiantumazione di un considerevole numero di alberi abbattuti (quando è noto che un albero maturo apporta un beneficio ambientale infinitamente più considerevole che uno appena piantumato), l’installazione di un impianto fotovoltaico da 1.500 kWp per le sole esigenze energetiche del polo (quando tale potenza potrebbe soddisfare le esigenze energetiche di oltre 200 abitazioni di media dimensione).
Castellanza, dal canto suo, ha saputo giocare bene i pochi strumenti nelle sue mani, con la realizzazione di una rotatoria all’incrocio tra via Roma e corso Sempione, il rifacimento della pavimentazione antistante il Cimitero e il rifacimento e ampiamento della recinzione di quest’ultimo.
Sulla base di questi elementi è opportuno che ciascun cittadino possa esprimersi, non limitando la discussione a un botta e risposta dove i dati sembrano essere il corredo e non il punto nevralgico.
E proprio in forza di questo, spero venga subito accolto l’invito a indire un’assemblea pubblica, dove l’Amministrazione possa rispondere alle domande dei cittadini, finalmente – dopo mesi di assenza – dando un cenno di voler rispettare i propri doveri di trasparenza.
Marco Clerici – Consigliere di minoranza indipendente
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