SESTO CALENDE – Esistono «collegamenti stretti tra la persona arrestata e l’assessore alla Sicurezza, circostanza che aggrava la situazione sotto il profilo etico e politico». Lo denunciano in una mozione Forza Italia e Lega, chiedendo la «formale, netta e irrevocabile» sfiducia nei confronti di Francesca Gualtieri dopo le manette scattate l’altra sera nei confronti dello spacciatore della movida sestese.
Droghe pesanti
Al domicilio del 26enne i carabinieri hanno trovato droghe pesanti, come chetamina, oppio, Speed e funghi allucinogeni. Una questione gravissima, dunque, che non attiene soltanto alle sfera personale, ma secondo le opposizioni di Sesto Calende ha responsabilità politiche e risvolti amministrativi ben chiari e precisi. «La sussistenza di legami diretti o indiretti tra la figura istituzionale responsabile della sicurezza e soggetti coinvolti in attività illecite mina irreparabilmente la fiducia necessaria per esercitare la delega», scrivono nel documento inviato oggi 29 novembre al Protocollo del Comune. E «La difesa acritica dell’Assessore da parte dell’Amministrazione, nonostante la cronaca e le segnalazioni, rende insostenibile la sua permanenza nell’incarico».
Il precedente
Già, perché qualche mese addietro, hanno spiegato i carabinieri nella nota diramata alla stampa, il giovane spacciatore era già stato trovato in possesso di 37 francobolli imbevuti di Lsd e di altre droghe sintetiche. E a quel periodo risale la prima mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore alla Sicurezza Francesca Gualtieri, presentata da Lega e Forza Italia ma naturalmente rispedita al mittente. «Era motivata dal persistente peggioramento della sicurezza urbana e da carenze nell’azione di prevenzione e controllo», spiegano ora i tre consiglieri di minoranza Jole Capriglia, Marco Colombo e Roberta Colombo. «Quella mozione è stata portata in consiglio comunale ma non è stata neppure presa in considerazione ed esaminata dall’Amministrazione, che ha invece manifestato pubblica solidarietà all’assessore e ne ha elogiato l’operato, in contrasto con le evidenze documentate». Per questo motivo, oltre a chiedere al sindaco Betta Giordani la revoca immediata delle deleghe a Gualtieri, i tre rappresentanti puntano il dito anche contro la prima cittadina e l’intero gruppo che la sostiene: «L’Amministrazione ha manifestato solidarietà e apprezzamento verso l’assessore, comportamento che aggrava la responsabilità politica complessiva».
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