MILANO – Era già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, e stava rientrando a Milano su invito della Polizia perché si presentasse in Commissariato. Eppure, durante quel viaggio, un italiano di 40 anni ha continuato a inviare alla ex compagna messaggi con gravi minacce di morte. La donna, una 31enne, lo ha denunciato ancora una volta il giorno dopo. L’uomo non è mai arrivato a Milano. Giovedì 19 marzo è stato fermato per un controllo dalla Polizia Stradale di Chiari, nel Bresciano. Gli agenti, verificata in banca dati l’esistenza del provvedimento cautelare emesso dall’Autorità Giudiziaria milanese, lo hanno arrestato e condotto in carcere a Brescia.
Lo stalking e le aggressioni
A ricostruire il quadro indiziario che ha portato all’ordinanza erano stati gli agenti del Commissariato Porta Genova, Ufficio Reati contro la Persona, coordinati dalla Procura di Milano. L’indagine era partita a febbraio, dopo le denunce della vittima e dei suoi familiari, dalle quali è emerso uno schema di condotte vessatorie che andavano avanti da diverso tempo, con anche aggressioni fisiche, messaggi dal contenuto gravemente minaccioso e comportamenti intimidatori ripetuti, rivolti sia alla donna sia ai suoi parenti.
Un quadro che aveva generato nelle vittime uno stato di ansia costante e un timore concreto per la propria incolumità. Ottenuta la misura cautelare, i poliziotti di piazza Venino avevano aggiornato le banche dati delle Forze di Polizia e rintracciato l’indagato, che si trovava in vacanza fuori regione, invitandolo a presentarsi in Commissariato. E’ stato a quel punto che lui ha inviato altri messaggi di morte a lei, finendo in manette.
