Stati Generali, Maffioli: «La cultura è l’anima di Busto. Ha trasformato la città»

BUSTO ARSIZIO – «Da cenerentola è diventata regina». La cultura nelle parole dell’assessore Manuela Maffioli agli Stati Generali della Cultura della Città di Busto Arsizio, che questa mattina, 13 dicembre, hanno riunito le quasi cento associazioni che si occupano di cultura in città. «Busto si è trasformata anche grazie alla cultura» sottolinea Maffioli, che ha delineato le tre parole d’ordine per il 2026: Trasformazione, Relazioni, Persone. E Andrea Cancellato, presidente di Federculture, promuove il “metodo Busto Arsizio”: «Di sicuro riferimento anche in campo nazionale».

La metamorfosi

Ormai è un appuntamento fisso del calendario prenatalizio della città, quello con gli Stati Generali della Cultura, che rappresentano l’occasione per tirare le somme dell’anno che sta per concludersi, ma soprattutto per gettare le basi di quello che verrà. Un 2026 che per Manuela Maffioli sarà di fatto – con la consigliatura in scadenza nella primavera del 2027 – «l’ultimo miglio in cui insieme possiamo aiutare ancora la città a fare un salto di qualità». In una città «sottoposta a una metamorfosi economica» – la definisce l’assessore – in cui «alle fabbriche si avvicendano gli spazi culturali» e in cui la cultura svolge sempre più «una funzione sociale in una comunità che si sta modificando». Ne è, in una parola, «l’anima», dato che «la vera città la fanno le persone».

I numeri

Prima di lasciare spazio agli interventi dei portavoce dei vari tavoli culturali che mettono in rete le associazioni, Maffioli snocciola i numeri dell’attività culturale del 2025, che sono «la risultante degli sforzi di chi sta in questa sala insieme all’amministrazione e agli sponsor mecenati» ma soprattutto la conferma che «la cultura da cenerentola è diventata regina». I 13 festival con cui «Busto si sta connotando», per un totale di 96 eventi in capo all’ufficio cultura, uno ogni quattro giorni, più 94 spettacoli teatrali. Poi i 400 accessi al giorno in biblioteca, a cui si aggiungono 200 eventi ma anche i 100 studenti universitarierano 60 all’inizio del progetto – che frequentano la biblioteca in autogestione dopo la chiusura. E ancora, i 5274 visitatori (più 6 mostre e 10 eventi) al Museo del Tessile e i 6944 (con 10 mostre e 10 eventi) a Palazzo Marliani Cicogna. E i 4430 partecipanti alle attività della didattica museale (3325 studenti per 170 classi dai nidi alle superiori, 840 ai laboratori per i bambini, 200 con i gruppi organizzati, 165 con bisogni speciali). «Un fiume di persone che per tutto l’anno si è avvicinata alla bellezza – rivendica l’assessore – c’è di che essere orgogliosi».

Chi c’era

Nella sala conferenze del Museo del Tessile passano il sindaco Emanuele Antonelli, la presidente del consiglio Laura Rogora, il vicesindaco Luca Folegani, l’assessore all’educazione Chiara Colombo, il presidente della commissione cultura Orazio Tallarida, il consigliere Alex Gorletta. L’assessore regionale alla cultura Francesca Caruso interviene con un videomessaggio, in cui ricorda che «Busto Arsizio con la sua storia di città laboriosa, aperta e creativa è il luogo ideale per ragionare sulla cultura come motore di crescita. Qui convivono realtà culturali radicate: è un ecosistema vivo, capace di dialogare con il territorio circostante».

L’ospite

Manuela Maffioli e Andrea Cancellato

Ospite speciale di questa edizione degli Stati Generali è stato Andrea Cancellato, presidente di Federculture, la Federazione delle aziende e degli enti italiani di cultura, del turismo, dello sport e del tempo libero, che prima di presentare il rapporto annuale 2025 sulla fruizione culturale ha attribuito un prestigioso riconoscimento al lavoro dell’assessorato alla cultura di Manuela Maffioli: «Un metodo fortemente apprezzabile, di sicuro riferimento anche in campo nazionale». Nel suo discorso, Cancellato ha puntato sul nodo dell’«autonomia della cultura, che è un valore come la qualità delle proposte culturali e l’ampliamento della domanda». E ha invocato misure per incentivare la cultura: «Art bonus e fondo cultura da rafforzare ma anche aliquota unica dell’IVA al 5% per la cultura e detraibilità dei consumi culturali. Fanno bene alla salute come i farmaci».

A Busto gli Stati Generali della Cultura: focus sui musei con il presidente di Federculture

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