Giusy Virelli, Sport & Event Manager di RCS Sport: «Nel 2026 si corre la ventesima Strade Bianche, che in pochi anni è riuscita a incollare gli appassionati ed essere considerata una sesta monumento. La partnership con la città di Siena è il “boost” che ci ha permesso di far crescere l’evento e costruire un long weekend d’iniziative di ogni genere. Il territorio senese e i grandi campioni che si cimentano sul percorso creano un connubio perfetto per intercettare gli appassionati sportivi e non. I percorsi saranno molto simili tra loro e simili agli scorsi due anni, con le doppie percorrenze di Colle Pinzuto e Le Tolfe. Abbiamo cercato per il 2026 di allestire un percorso sfidante e spettacolare, ma senza eccessi. Quindi sono 131 km (32 di sterrato) per le donne e 201 (64 di sterrato) per gli uomini, con una leggera riduzione rispetto alle ultime edizioni, comunque rimarranno i settori più tradizionali come San Martino in Grania e Monte Sante Marie. Ci aspettiamo il solito tifo entusiasta e la solita startlist di alto livello: ci saranno i campioni in carica Tadej Pogacar e Demi Vollering, ci saranno Van Aert, Healy, Alaphilippe, Gregoire, Del Toro. Tra le donne sarebbe bella un’affermazione di Kopecky o Vollering, che nel caso farebbero tris e ci sarebbe un cippo pure per una donna, o naturalmente di Elisa Longo Borghini, che vinse nel 2017 e farebbe quindi bis.»
A proposito di vincitori italiani, presente Moreno Moser che trionfò nel 2013: «Conservo un bellissimo ricordo di questa corse folle, diversa da tutte le altre, amata dagli appassionati mentre come corridore o la ami o la odi. Non ti puoi mai rilassare, devi lottare per prendere davanti ogni sterrato, la gara può esplodere in ogni momento e le cadute e le forature sono dietro l’angolo. Bisogna avere abilità di guida non indifferenti e per queste ragioni è diventata così popolare. Il circuito finale inoltre dà modo ai tifosi di godersela al 100% e questo è un tipo di soluzione che vedremo sempre di più nel ciclismo. I corridori oggi interpretano la corsa in modo diverso rispetto a quando la vinsi io, dal Sante Marie uscivamo ancora in 80 in gruppo mentre di recente rischi che già lì si decida la corsa. Anche se penso che, quando Pogacar si ritirerà, si tornerà a un modo di correre più tradizionale. Cosa passa per la testa prima dell’ultimissima salita di Piazza del Campo? Se ci arrivi che è ancora tutto aperto, non hai molto tempo di soffermarti perché devi spingere fino al traguardo, per un Tadej è sicuramente diverso. In ogni caso, l’ingresso in una piazza dal valore storico e artistico come quella è incredibile, credo sia l’unica gara italiana che pure dall’estero nessuno vuole perdersi.»
E presente Maria Giulia Confalonieri, che ha appena iniziato una nuova vita da ex atleta e da consigliera della Federazione Ciclistica Italiana: «La Strade Bianche non era tanto nelle mie corde come corridore, ma mi ha sempre affascinato e mi aspetto una battaglia spettacolare, in particolare nella gara femminile già dal lungo settore numero 4 a metà percorso.»
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
