Stresa, si apre la sfida per il post-Severino (ma forse la sindaca cercherà il bis)

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La sindaca uscente di Stresa Marcella Severino

STRESA – Non sarà un’elezione come le altre quella che il 24 e 25 maggio vedrà i circa 4.600 residenti di Stresa tornare alle urne. Si chiude infatti un mandato “extra-large”: a causa dello slittamento dovuto alla pandemia, l’amministrazione guidata da Marcella Severino taglierà il traguardo dei 5 anni e 8 mesi.

Un sessennio quasi intero, profondamente segnato dal dolore della tragedia della funivia del Mottarone nel 2021, ma anche dalle sfide del Covid e, più recentemente, dai danni causati dall’esondazione del lago nel 2025.

Il fronte dei candidati: tra novità e “vecchia guardia”

Lo scacchiere politico stresiano appare oggi più che mai articolato. Il primo a rompere gli indugi è stato Andrea Fasola Ardizzoia: il consigliere uscente ha già annunciato la volontà di correre con una propria lista civica.

Sul fronte del rinnovamento si muove invece Massimo Pedrani. L’imprenditore lombardo, residente all’Alpino e già attivo nella minoranza a Gignese, sta assemblando una squadra con l’obiettivo di scuotere il contesto politico stresiano.

Occhi puntati, però, anche sul passato che ritorna: Canio Di Milia (già sindaco per un decennio, dal 2005 al 2015) sta lavorando per una nuova candidatura. L’ipotesi sul tavolo è quella di un’alleanza con Giuseppe Bottini, suo ex vice e successore, anch’egli reduce da cinque anni di opposizione.

L’incognita Marcella Severino

E la sindaca uscente? Per ora, Severino non scioglie la riserva: «Sto facendo delle valutazioni, non lo escludo», ha dichiarato, rimandando la decisione definitiva alle prossime settimane. Se dovesse decidere di correre per il bis, dovrà comunque fare i conti con un profondo restyling della sua squadra, dato che diversi componenti dell’attuale maggioranza avrebbero già espresso la volontà di non ricandidarsi.

Lo scoglio del Bilancio

Prima della battaglia elettorale, resta però un nodo amministrativo da sciogliere. Severino deve infatti portare in aula il bilancio di previsione. Un compito non facile, visto che la sindaca non dispone attualmente della maggioranza qualificata necessaria. Il venir meno dell’accordo tecnico proprio con Fasola Ardizzoia ha reso il finale di mandato più turbolento del previsto.

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