STRESA – Un pedinamento iniziato ad Arona, il colpo fulmineo all’imbarcadero di Stresa e una fuga durata mesi attraverso i confini europei. Si è chiusa con tre arresti l’operazione dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Verbania, che hanno smantellato una batteria di professionisti del furto – tre cittadini colombiani di 30, 43 e 44 anni – specializzati in colpi ai danni di rappresentanti di preziosi.
Il colpo sul Lago Maggiore
I fatti risalgono al giugno 2025. La vittima, un imprenditore del settore orafo, era stato agganciato durante una serie di visite a clienti tra Arona e Stresa. I malviventi lo hanno seguito come ombre, attendendo il momento propizio: mentre l’uomo era a pranzo nei pressi dell’imbarcadero stresiano, la banda è entrata in azione. Con estrema perizia, i ladri hanno forzato un vano segreto ricavato nel bagagliaio dell’auto, portando via tre rotoli di campionario. Un bottino ingente: gioielli in oro, titanio e pietre preziose per un valore di oltre 56.000 euro.
L’errore fatale e le indagini
A tradire i tre “professionisti” – tutti irregolari in Italia e con precedenti specifici – è stato un dettaglio emerso durante l’attività investigativa coordinata dalla Procura di Verbania. Pochi giorni prima del furto, infatti, uno dei sospettati era stato fermato per un controllo casuale alla guida della stessa auto utilizzata per il colpo a Stresa. Quel controllo, all’epoca apparentemente di routine, ha permesso ai militari di dare un volto certo ai componenti della banda.
La caccia all’uomo internazionale
L’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare ha richiesto mesi di indagini tecniche e pedinamenti. Il primo a cadere nella rete è stato il 30enne, intercettato dai Carabinieri a Monza lo scorso ottobre. Per i due complici, resisi irreperibili, le ricerche sono state estese in ambito internazionale.
Il secondo uomo, 43 anni, è stato localizzato e arrestato in Svizzera dalla Polizia Cantonale, per poi essere estradato in Italia a febbraio. L’ultimo tassello del mosaico è andato al suo posto lo scorso 20 marzo: il terzo ricercato, 44 anni, è stato individuato e fermato in Francia. Attualmente si trova in attesa della decisione della Corte d’Appello di Parigi per il rientro in Italia.
