SUMIRAGO – «Due anni fa abbiamo istituito il Premio della Riconoscenza e oggi conferiamo per la prima volta, alla memoria, “La Sesta Torre” a una persona speciale». Ieri, venerdì primo maggio, è stato attribuito alla memoria di don Cesare Villa, nell’arco di oltre un trentennio “una guida salda e un porto sicuro” per la frazione di Quinzano San Pietro e per tutta Sumirago – “non si è mai risparmiato, portando conforto e speranza nelle case dei malati e offrendo sempre la parola gentile capace di risollevare gli animi nelle ore più difficili” – il più alto riconoscimento che, richiamando i simboli delle cinque frazioni che costituiscono il Comune, ne aggiunge un’altra, “il punto di riferimento morale, l’esempio di un cittadino modello che, attraverso il suo operato, diventa un faro per l’intera comunità. È la torre dell’ispirazione e della dedizione verso il prossimo”.
Il lancio dei palloncini bianchi
A Villa Molino la sindaca Yvonne Beccegato ha consegnato il riconoscimento, alla presenza di don Angelo, nelle mani delle due sorelle e del fratello di Villa: insieme alla targa hanno anche ricevuto dei palloncini bianchi con scritto il nome del sacerdote, poi lanciati in cielo. Il parco della sede comunale, addobbato per l’occasione dalla Pro Loco, ha ospitato non solo gli stand di alcune associazioni, come Croce Rossa e Alter Ego ma anche lo spettacolo del mimo Shinya Murayama che ha intrattenuto i più piccoli con giochi di prestigio e acrobazie.
Come ha ricordato il primo cittadino, nel giorno della Festa dei Lavoratori, il lavoro non è «solo un mezzo di sostentamento, ma il fondamento della nostra dignità e il motore del progresso civile, come sancito dal primo articolo della nostra Costituzione». Non è però possibile ignorare «la piaga degli infortuni e delle morti sul lavoro», con ancora troppi feriti e troppe vittime che restano «il tragico prezzo di un sistema che deve fare della sicurezza la sua priorità assoluta. Non c’è dignità nel lavoro se non c’è sicurezza; non c’è festa se non c’è la garanzia che ogni lavoratore possa tornare a riabbracciare i propri cari a fine giornata».
Il primo maggio è anche la data in cui il Comune compie gli anni, centocinquantasette dalla sua fondazione; «un secolo e mezzo di storia fatto di persone che, con il loro impegno, hanno costruito la Sumirago che amiamo». Un’occasione, quindi, per onorare con le benemerenze e il Premio della Riconoscenza il loro spirito di servizio. Ecco i premiati del 2026:
Jolanda Arnaud Ermoli, “pioniera della vita democratica di Sumirago e dallo straordinario coraggio civile per la candidatura e la successiva elezione al consiglio comunale nelle prime elezioni amministrative a suffragio universale”. Fu tra i candidati più votati e assunse un ruolo guida profondo in un’epoca di cambiamento, in cui la partecipazione femminile alla vita pubblica era ancora da costruire. “Spicca il suo impegno tra i primi cinque componenti dell’organo consiliare post-bellico: una donna che con la sua determinazione ha cambiato la storia della nostra comunità”.

Sergio Giacomini, “un punto di riferimento imprescindibile per altruismo e dedizione, presenza costante che ha arricchito il tessuto sociale della nostra città per quasi trent’anni”. Una figura fondamentale del volontariato a Sumirago per il suo impegno attivo nell’associazione Bambini Sereni e nel Gruppo Volontari, in cui “si è preso cura con infinita premura del trasporto dei cittadini diversamente abili presso le strutture del territorio, garantendo non solo un servizio essenziale, ma anche una parola di conforto e un sostegno umano inestimabile”. Indimenticabile anche per la partecipazione alle tradizioni del paese alla guida del suo apecar, “ha saputo tradurre il concetto di solidarietà in gesti semplici e quotidiani”.
Giovanna Longhi, “esempio luminoso di dedizione e altruismo al servizio della nostra comunità. Sin dal 2000, anno di istituzione del servizio di trasporto per i cittadini diversamente abili, ha saputo unire alla professionalità del proprio ruolo come dipendente comunale una straordinaria sensibilità umana, assumendo volontariamente il coordinamento e l’organizzazione di un servizio vitale per il nostro territorio”. Anche dopo il pensionamento “ha scelto di continuare a donare il proprio tempo e le proprie energie, diventando una colonna portante del Gruppo Volontari Sumirago”.
Giampietro Mazzoleni, “professore ordinario di Sociologia della Comunicazione all’Università degli Studi di Milano, e docente negli atenei di Genova e Salerno, è riconosciuto a livello internazionale come uno dei massimi esperti nel campo della comunicazione politica”. Presidente della International Council of the International Association for Media and Communication Research (Iamcr) e alla direzione di autorevoli riviste scientifiche, sebbene non originario di Sumirago “ha scelto di legare indissolubilmente il suo percorso alla nostra comunità, dimostrando un profondo attaccamento al territorio. In questi anni, non ha mai fatto mancare il suo prezioso contributo alla vita culturale locale, partecipando con generosità a eventi di divulgazione e mettendo la sua vasta esperienza a disposizione della cittadinanza per favorire una comprensione critica e consapevole della società moderna”.

Luca Missoni, “esempio di cittadinanza attiva e consapevole” per “l’eccezionale contributo profuso nella valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e industriale del nostro territorio. Ha ideato e allestito a Sumirago l’Archivio Missoni, raccogliendo l’eredità dei genitori Ottavio e Rosita. In questo spazio non si limita a custodire la memoria storica di una famiglia che ha dato lustro al nostro paese, ma preserva attivamente quel prezioso “saper fare” manifatturiero e tecnico che è il cuore pulsante del nostro distretto tessile. All’impegno come punto di riferimento per il museo Maga di Gallarate affianca una riconosciuta carriera come artista fotografico: le sue opere dedicate alla Luna sono esposte in gallerie di rilievo mondiale, portando il nome di Sumirago in contesti internazionali d’eccellenza. La passione per il volo, che da sempre accompagna la sua vita, si riflette nel suo sguardo capace di trascendere i confini ordinari, in un’accurata sintesi tra rigore tecnico e profonda sensibilità estetica”.

