Svolta sullo stupro di NoLo: incastrato da uno scontrino, fermato 31enne

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MILANO – Una svolta fondamentale arriva nelle indagini sull’aggressione sessuale ai danni di una studentessa Erasmus tedesca di 21 anni, bloccata e abusata per strada poco prima dell’alba di giovedì scorso a Milano, all’incrocio tra via Giuseppe Giacosa e via Pietro Crespi, a ridosso del parco Trotter nel quartiere NoLo. Nella giornata di martedì, i Carabinieri hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti di un cittadino peruviano di 31 anni, irregolare sul territorio nazionale e senza fissa dimora, con l’accusa di violenza sessuale aggravata. L’uomo è ritenuto uno dei due aggressori che avevano puntato la giovane mentre rientrava da sola verso casa, trascinandola in un punto riparato prima che l’intervento provvidenziale di due passanti li mettesse in fuga evitando conseguenze ancora più drammatiche.

Lo zaino abbandonato e lo scontrino del supermercato

A consentire la rapida svolta investigativa, coordinata dalla Procura di Milano, è stata un’imprudenza commessa durante la fuga. Sul luogo dell’aggressione gli investigatori dell’Arma hanno infatti recuperato uno zainetto abbandonato, all’interno del quale sono stati trovati due elementi decisivi: la tesserina SIM di un cellulare e lo scontrino fiscale di un supermercato della zona. Incrociando l’orario e la data dell’acquisto riportati sul tagliando con i filmati delle telecamere di videosorveglianza dell’esercizio commerciale, i carabinieri sono riusciti a isolare il volto nitido dell’uomo alla cassa, abbinandone poi le generalità grazie all’intestazione della scheda telefonica.

La convalida del fermo e le ricerche del complice

Dopo il rintraccio e l’accompagnamento in caserma, il trentunenne è stato trasferito nel carcere di San Vittore in attesa dell’udienza di convalida del fermo davanti al giudice per le indagini preliminari. Mentre la vittima prosegue il percorso di assistenza sanitaria e psicologica presso il centro specializzato della clinica Mangiagalli, le indagini proseguono a ritmo serrato per identificare il secondo uomo coinvolto nell’assalto, che durante l’aggressione indossava il cappuccio di una felpa tirato sulla testa per nascondere il volto.

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