di Fabrizio Iseni*
Terminate le sacre funzioni per la sepoltura di Papa Francesco si apre la fase del conclave per eleggere il suo successore. La data la stabiliranno i cardinali, ma fin d’ora sono aperti i confronti tra i porporati per scegliere chi guiderà la Chiesa del futuro. Saranno 135, su un totale di 252, i cardinali elettori che si riuniranno nella Cappella Sistina. La nomina del nuovo pontefice, infatti, spetta ai porporati che non hanno ancora compiuto l’ottantesimo anno d’età il giorno prima della morte del Papa, avvenuta lunedì 22 aprile.
La Costituzione apostolica
La nomina del nuovo pontefice, che è anche vescovo di Roma, segue norme scritte e prassi consolidate. Il testo di riferimento è la così detta Costituzione apostolica denominata Universi dominici gregis (“Di tutto il gregge del signore”).
Chi elegge il Papa
La responsabilità dell’elezione del Papa è affidata ai cardinali. I cardinali nel mondo sono 252, di cui il 45 per cento europei. Nel dettaglio, continente per continente, ci sono 53 cardinali elettori su 114 per l’Europa (19 sono italiani); 23 su 37 per l’Asia; 20 su 36 per l’America del Nord e l’America Centrale; 18 su 32 per l’America del Sud; 17 su 29 per l’Africa; 4 su 4 per l’Oceania.
Come si vota
Le votazioni per eleggere il Papa si svolgono nella Cappella Sistina. L’elezione avviene tramite una votazione segreta e per essere eletto, un candidato deve ottenere almeno i due terzi dei voti dei cardinali elettori presenti e votanti (quindi 90 voti se partecipano tutti e 135 votano).
Il primo giorno di Conclave si potrà svolgere una sola votazione. Nei giorni successivi si può arrivare fino a quattro: due al mattino e due al pomeriggio. La procedura di voto si divide in tre fasi: pre-scrutinio, scrutinio e post-scrutinio. Ogni elettore potrà esprimere un solo voto e dovrà scrivere il nome con una calligrafia non riconoscibile.
Qualche curiosità per gli amanti della liturgia dello scrutinio: qualora dall’urna fossero estratte due schede piegate insieme, il voto varrà uno se riportano il medesimo nome, mentre sarà nulla in caso di differente preferenza. Le schede scrutinate vengono poi perforate, infilate su un filo e conservate.
Fumata bianca
Al termine delle votazioni, tutte le schede vengono bruciate. Il fumo nero che esce dal comignolo della Cappella Sistina segnala che servirà un’altra votazione. Quando si aggiungono paglia umida e altre sostanze, il fumo diventa bianco e segnala l’avvenuta elezione.
La segretezza
Dalla riunione in conclave fino all’annuncio del nuovo papa i cardinali devono vivere all’interno di Casa di Santa Marta e non possono né ricevere visite né comunicare con l’esterno, se non per gravi motivi riconosciuti da una speciale commissione.
«Habemus Papam»
Quando un cardinale ottiene almeno i due terzi dei voti, gli viene chiesto se accetta e quale nome vuole assumere: da quel momento diventa subito Papa e può iniziare a guidare la Chiesa. Infine, uno dei cardinali annuncia pubblicamente l’elezione, pronunciando il tradizionale annuncio Habemus Papam dal balcone delle benedizioni della Basilica di San Pietro. Il nuovo pontefice si affaccia e impartisce la benedizione Urbi et Orbi alla città e al mondo.
*editore di Malpensa24
