Tour de France: grande spettacolo sugli sterrati, alla fine trionfa Turgis

ciclismo tour turgis

Duecento chilometri, duemila metri di dislivello, 32 chilometri di chemins blancs alias “strade bianche” alla francese: a conquistare la nona tappa del Tour de France 2024, con partenza e arrivo a Troyes, è Anthony Turgis, che regala una splendida gioia a se stesso e alla Total Energies. Completano il podio Tom Pidcock (Ineos Grenadiers) e Derek Gee (Israel Premier Tech) e a seguire Alex Aranburu, Ben Healy, Alexey Lutsenko, Javier Romo e un generoso Jasper Stuyven ripreso sul più bello.

Maglie invariate: Tadej Pogacar (UAE) è leader della corsa e risorpassa Jonas Vingegaard come giorni in maglia gialla in carriera (28 contro 27), Jonas Abrahamsen (Uno X) indossa i pois rossi, Biniam Girmay (Intermarché Wanty) è di verde vestito mentre le candide insegne della gioventù sono di Remco Evenepoel (Soudal Quick-Step).

LA CRONACA

Nel ricordo del giovane Andrè Drege che ha perso la vita ieri al Tour of Austria, sono proprio i norvegesi Kristoff e Abrahamsen a mostrarsi particolarmente vivaci nelle battute iniziali. I connazionali del compianto Drege, in corsa col lutto al braccio, non riescono tuttavia a centrare nessuno dei numerosi attacchi dei primi quaranta chilometri. A entrare nel primo dei 14 settori sterrati con un discreto margine sono in dieci, che presto diventano dodici, poi quattordici, infine di nuovo dodici: la dozzina in avanscoperta di giornata è composta da Gianni Vermeersch (Alpecin Deceuninck), Tom Pidcock (Ineos Grenadiers), Derek Gee (Israel Premier Tech), Alexey Lutsenko (Astana), Ben Healy (EF), Anthony Turgis (Total Eneriges), Jasper Stuyven (Lidl Trek), Maxim Van Gils (Lotto Dstny), Axel Zingle (Cofidis), Alex Aranburu, Oier Lazkano e Javier Romo (Movistar). Tra coloro che si avvicendano all’inseguimento menzioniamo Reinders, Powless (fondamentale nell’aiutare Healy a unirsi ai battistrada), Bardet, Stewart, Ballerini, Cort, Russo e Kung.

Sulla stretta salita sterrata di Baroville intorno al km 70 avviene di tutto in gruppo: corridori che mettono il piede a terra, qualcuno che addirittura porta la bici a mano, tronconi che si spezzano, addirittura Primoz Roglic rimane attardato e rientra, con l’aiuto soprattutto di Matteo Sobrero, nella successiva fase “interlocutoria” nell’ambito di un generale ricongiungimento tra gruppi (tranne il gruppetto dei velocisti) a un minuto e mezzo dai fuggitivi. Particolarmente attiva tra i top team la Visma Lease a Bike, con Jorgenson, Laporte e Van Aert in versione gregariato di lusso.

Nella seconda metà del percorso sale però in cattedra lo squadrone di questa Grande Boucle, la UAE con Almeida e Soler in testa prima e Politt e Wellens poi, anche perché per un problema meccanico Jonas Vingegaard deve prendere in prestito la bici di Jan Tratnik. Eppure ad attaccare, sullo strappo sterrato di Chacenay (77 km al traguardo) è Remco Evenepoel, seguito da Pogacar e Vingegaard; resta invece nel plotone Roglic. Allo scollinamento il trio raggiunge la fuga, da dove però rilancia subito Derek Gee, che sogna un ingresso in top-10 generale e porta con sé Healy, Pidcock, Lutsenko e Stuyven, sui quali rientrano Romo, Aranburu e Turgis, mentre i tre campioni insieme a Vermeersch, Lazkano, Van Gils e Zingle si fanno riassorbire.

Gli otto superstiti al comando procedono nell’alternanza di asfalto e “ghiaino” tra falsopiani, dentelli e discesine nella regione dello Champagne. E la situazione rimane spumeggiante… Ai -43km, su un raro tratto di normale strada pianeggiante, si forma alle loro spalle un drappello di sette inseguitori: Rasmus Tiller (Uno X), Michael Matthews (Jayco AlUla), Mathieu Van der Poel (Alpecin Deceuninck), Rui Costa (EF), David Gaudu (Groupama FDJ), Jakob Fuglsang (Israel Premier Tech) e Biniam Girmay (Intermarché Wanty). Sui successivi sterrati la UAE prepara un’iniziativa del capitano sloveno, ma quando Tadej ai -22km alza letteralmente il polverone, i “calabroni” sono perfetti nello stopparlo.

Il leader del Tour continua a testare i rivali fino alla fine, ma non è questo il giorno in cui fare la differenza. Il successo qui è questione tra gli uomini lì davanti: ai -11 Stuyven trova lo spunto per anticipare solitario l’ingresso nell’ultimo sterrato e spera di tornare a vincere dopo la Sanremo 2021, ma dietro gli ormai ex compagni d’avventura trovano il momento giusto per acciuffarlo alla flamme rouge e l’esito dello sprint è quello descritto in apertura. Tra gli inseguitori, Girmay precede Matthews, Van der Poel e gli altri.

Questo era il giorno delle infinite emozioni e della clamorosa soddisfazione di un onestissimo corridore come Turgis, che oggi si prende la gloria mettendo a segno il terzo squillo francese in questa edizione. Per di più per una delle quattro squadre Professional in gara. Adesso turno di riposo a Orleans per ricominciare martedì ben carichi.

CLASSIFICA GENERALE

1 POGACAR Tadej UAE Team Emirates 35:42:42

2 EVENEPOEL Remco Soudal Quick-Step + 33

3 VINGEGAARD Jonas Team Visma | Lease a Bike + 01:15

4 ROGLIC Primoz Red Bull-BORA-hansgrohe + 01:36

5 AYUSO Juan UAE Team Emirates + 02:16

6 ALMEIDA Joao UAE Team Emirates + 02:17

7 RODRIGUEZ Carlos INEOS Grenadiers + 02:31

8 LANDA Mikel Soudal Quick-Step + 03:35

9 GEE Derek Israel-Premier Tech + 04:02

10 JORGENSON Matteo Team Visma | Lease a Bike + 04:03

Articolo a cura di Tuttobiciweb.it

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