MALPENSA – Cieli trasformati in una gigantesca no-fly zone d’emergenza e piste di decollo paralizzate per ore su tutti i principali scali italiani. Anche a Malpensa si vivono i disagi causati dalle anomalie alla rete di trasmissione dati che questa mattina – venerdì 16 ottobre – stanno paralizzando il traffico aereo di tutta Italia. Da Milano Malpensa a Roma Fiumicino, da Bergamo Orio al Serio a Napoli Capodichino, il sistema del trasporto aereo nazionale è piombato in un blackout improvviso che ha costretto le torri di controllo a congelare le partenze e ad rallentare pesantemente il flusso dei voli in rotta nei cieli italiani.
Piste bloccate, aerei fermi e passeggeri fatti sbarcare
Il blocco si è palesato con immediatezza sui tabelloni delle partenze dei principali aeroporti del Paese, dove la lista dei voli in ritardo si è trasformata in una sequenza ininterrotta di rinvii e cancellazioni. Gli aeromobili che avevano già completato le operazioni di imbarco ed effettuato il pushback dalla piazzola sono rimasti fermi sui raccordi delle piste per ore, con i reattori accesi in attesa di un’autorizzazione al decollo che non è mai arrivata. Trascorse le due ore di stasi forzata in cabina e di fronte all’incertezza sui tempi di ripristino, alcune compagnie aeree hanno dovuto disporre lo sbarco dei passeggeri.
Il mistero della causa e le verifiche in corso di ENAV
All’origine del blocco generale c’è un’avaria sistemica nella gestione e nel controllo dello spazio aereo nazionale. ENAV, la società che gestisce il traffico aereo civile in Italia attraverso i suoi quattro Centri di Controllo d’Area, ha attivato d’urgenza i protocolli di sicurezza nazionali applicando la procedura di “rateo zero”, la misura d’emergenza che vieta a qualsiasi velivolo di staccare le ruote da terra o di fare ingresso nello spazio aereo interessato dal guasto. I tecnici di ENAV stanno effettuando verifiche straordinarie sia sui server di elaborazione dati dei centri di controllo sia sulle reti di trasmissione che collegano i radar periferici alle sale operative, per comprendere se la causa sia da rintracciare in un improvviso azzeramento della connettività dei dati di volo o in un crash dei sistemi centrali di elaborazione dei piani di rotta.
I precedenti di un sistema esposto ai blackout tecnologici
L’episodio rievoca precedenti analoghi che negli ultimi anni hanno mostrato la vulnerabilità e la complessa interdipendenza dei sistemi di controllo del volo. L’evento più recente sul suolo nazionale risale al giugno del 2025, quando un guasto critico alla rete operativa Enet di trasmissione dati radar provocò il congelamento dello spazio aereo del Nord-Ovest, mandando in tilt gli scali di Milano, Bergamo, Torino e Genova per oltre due ore con più di trecento voli impattati e uno scontro tecnico tra i gestori delle infrastrutture di rete. Un’avaria ancora più vasta colpì il Regno Unito nell’agosto del 2023, quando un banale errore di elaborazione di un singolo piano di volo da parte del sistema centralizzato NATS provocò il collasso dei server primari e di backup, paralizzando oltre millecento voli nei cieli britannici e lasciando a terra decine di migliaia di passeggeri in tutta Europa.
Giornata di sciopero
Il caos creato dal guasto si inserisce in una giornata di per sé complicata, a causa dello sciopero dei lavoratori di easyJet. L’agitazione nazionale del personale, dalla durata di 24 ore, potrebbe causare rallentamenti, modifiche, ritardi e cancellazioni, con conseguenze anche sullo Scalo della Brughiera, dove la compagnia può vantare una presenza massiccia. Restano tutelate le fasce di garanzia, con i voli previsti dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21.
