Hanno tutti una valida scusa, ci mancherebbe, magari devono accompagnare la moglie a fare shopping o portare il cane dal veterinario, però le assenze al campionato italiano di ciclismo su strada, che si corre sabato 27 giugno da Asti a Cuneo, sono davvero tante. Anzi, troppe. Certo, non è mica il primo anno che la situazione è questa però in un momento di crisi del ciclismo tricolore, e questo è inconfutabile, tutti dovrebbero fare la loro parte anche a costo di fare un sacrificio. In questo caso partecipare, onorare la corsa che assegna la bandiera. Ma forse è chiedere troppo. Del resto tra San Marino (i più poveracci), Andorra, Svizzera e Monte Carlo sono tantissimi i nostri corridori “espatriati”. Che per tutti la cosa sia più o meno vera, è un altro tema e un altro discorso. Fatto sta che il senso di appartenenza, il sentirsi italiani, viene riscoperto solo per interesse, quindi in occasione delle convocazioni per il Mondiale. In passato si era anche tentato di prendere qualche misura coercitiva, in un certo senso di obbligarli alla partecipazione. È stata la corsa ai certificati medici per giustificare l’assenza. Misura coercitiva che di fatto è ancora in vigore in Belgio dove per gli assenti è previsto uno stop di nove giorni. Remco Evenepoel non correrà e, oplà, ecco il certificato medico salvifico in vista del Tour de France che prenderà il via sabato prossimo da Barcellona.
MILAN DA BATTERE Da questo quadro triste, emerge che Jonathan Milan, lui si che ci sarà, è davanti all’occasione della vita. Il velocista friulano, che qui avrà al suo fianco Ciccone, Consonni Bagioli, Mosca e Sobrero (uno squadrone) non corre dal 31 maggio, quando a Roma vinse la tappa conclusiva del Giro d’Italia. Nei giorni scorsi il velocista della Lidl-Trek ha avuto qualche lieve problema di salute ma i rivali in Piemonte sono davvero poca cosa rispetto a lui. Sarà anche l’ultimo campionato italiano per Luca Guercilena, team manager, che da settembre passerà in Rcs. Si occuperà della riorganizzazione, e del rilancio, delle corse ciclistiche, ovvero Giro, Tirreno, Sanremo, Lombardia e Strade Bianche.
Intanto qui, sulla carta, gli avversari di Milan dovrebbero essere Giovanni Lonardi (Polti-VisitMalta) e il dilettante Tommaso Dati (Ukyo), una sorpresa nel mondo delle Continental. Anche Edoardo Zambanini (Bahrain) potrebbe fare bene. Curiosità per due giovanissimi: Alessio Magagnotti, 19 anni della Red Bull Devo, che molti indicano essere il nuovo Milan, ed Edoardo Cipollini, 21 della Mbh.
IL MISTERO CONCA In gara, con il numero 1, avrebbe dovuto esserci (e il suo forfait è abbastanza misterioso) il campione uscente Filippo Conca che lo scorso anno stupì tutti correndo da ciclomotore, più che da cicloamatore, con la maglia Swatt. Squadra, appunto amatoriale, che stranamente dominò in lungo e in largo la corsa cosa che suscitò più di qualche polemica. Fatto sta che Conca, 27 anni con già un passato anonimo da professionista, venne rilanciato da questa vittoria. A farlo firmare la Jayco Alula, una squadra World Tour, ovvero la più alta categoria del ciclismo mondiale. Però la bella favola di Conca è durata solo un giorno. In questa stagione, in 24 giorni di corse ufficiali, vanta un 31° posto (nella prima tappa del Romandia) come miglior risultato stagionale, otto volte (di cui le ultime tre) non è arrivato al traguardo. Nel 2025, dopo la vittoria e il relativo cambio di maglia con triplo salto in avanti, 13 corse con 4 ritiri nelle ultime 5.
LA CORSA Partenza, con 139 corridori al via, da piazza Alfieri di Asti alle ore 11. I chilometri da percorrere saranno 225 con circa 2.500 metri di dislivello. Traguardo a Cuneo, in corso Nizza. Ovviamente, il caldo influenzerà il risultato.
