di Massimo Lodi
Putin non è più il diavolo. Se gli stendi il tappeto d’onore, lo fai salire sulla tua Cadillac, confabuli occhi negli occhi per dieci minuti; se gli riservi un trattamento opposto a quello dedicato nello Studio Ovale a Zelensky, ne riabiliti lo standing internazionale. E ancor di più accettando che, al momento, lui nulla ti conceda di quanto hai chiesto, a cominciare dall’immediato “cessate il fuoco”.
Trump sarà il nuovo diavolo? Nel senso che a questa prima puntata altre potrebbero seguire con ribaltamento luciferino della situazione? Seguiranno, seguiranno. Ma intanto lo zar ha preso vantaggio sul tycoon, e fa intendere che la partita potrebbe chiudersi solo alle sue condizioni. Cioè niente rinuncia alle conquiste territoriali ottenute, niente Kiev nella Ue e figuriamoci nella Nato, niente presenza perpetua/deterrente di forze militari occidentali in Ucraina.
Che diavolo in realtà ci immaginiamo sia The Donald? Un diavolo purtroppo dal forcone spuntato, a meno che l’Europa non lo persuada a ritrovare la guida sicura e autorevole delle democrazie anziché gingillarsi nella presunzione di saper circuire le democrature. Dove ìmperano despoti più scaltri di lui. Naturalmente tutto è ancora in gioco, ogni sorpresa possibile, senz’altro lecita qualunque speranza.
Ma pronti via e 1-0 a favore di Putin. Trump, che all’insediamento alla Casa Bianca annunció successo facile nel match della pace (mica solo in Ucraina), ha regalato un importante vantaggio al padrone del Cremlino. Sorge il dubbio che l’American First sia sceso in campo non per vincere, ma per far finta di. Inquietanti sfumature di grigio: Make America Grey Again? Scongiuri.
