Una boscaglia nell’Arnetta a Gallarate minaccia le abitazioni. Interventi e multe

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L'alveo del torrente Arno in pieno centro a Gallarate: un bosco

GALLARATE – Una ventina d’anni fa, un consigliere comunale di Forza Italia, propose di riqualificare il torrente Arno, che attraversa Gallarate, con i bateaux mouches “come a Parigi”. Il bello è che quel politico un po’ sui generis non stava scherzando, faceva sul serio. Da allora ne è passata (poca) di acqua sotto i ponti dell’Arnetta, com’è familiarmente chiamato il corso d’acqua. I battelli della Senna sono logicamente rimasti nei sogni di chi li ha richiamati e l’Arno, più che un torrente dal nome evocativo di ben altri scenari urbani e storici, è un rigagnolo dove si può trovate di tutto, tranne l’acqua. In alcuni punti sta trasformandosi in una specie di foresta, invece dei pesci finirà che si accaseranno i fagiani, accanto alle gallinelle e alle anatre che da sempre sono lì e, manco a dirlo, alle pantegane, regine delle sponde o di quel che ne rimane.

Per verificare ciò che andiamo raccontando basta transitare sul cosiddetto Ponte di Cardano, fra le vie San Giovanni Bosco e Novara, e buttare lo sguardo nell’alveo dove spadroneggia la vegetazione: alberi, arbusti, edera, cespugli e tutto quanto compone la nascente boscaglia. In alcuni punti, le fronde lambiscono le finestre delle abitazioni adiacenti, tanto che ci sono residenti costretti ad agire di conseguenza. Attenzione, però: se mai dovessero utilizzare le motoseghe per risolvere definitamente il problema, com’è normale che sia, rischiano la multa. Per le stravaganti norme del nostro Paese, nessuno può intervenire sugli spazi pubblici senza autorizzazione. Chi l’ha fatto si è trovato sanzionato, come raccontano le cronache dei giornali e delle Tv per una serie di episodi lungo la Penisola.

In via Novara sono almeno due anni che i cittadini interessati (ne è coinvolto anche un ristorante) bussano a Palazzo Borghi, ricevendo mezze assicurazioni di prossimi lavori per ripulire l’area. “Sindaco e assessori ci ascoltano, ma poi non accade niente” spiegano demoralizzati. Così spunta la proposta di una class action sostenuta da una petizione. Il problema pare sia però più complesso di come appare: il via libera agli sfalci dovrebbe arrivare dal Magistrato del Po, ente che c’è e non c’è, che da sempre si muove al rallentatore. Nel frattempo gli alberi crescono, chi vive lì, giustamente, si lamenta, sottolineando anche le possibili, disastrose conseguenze nell’eventualità di piene improvvise.

Chi passa dal Ponte di Cardano osserva tra lo stupore e l’imbarazzo e scuote la testa: “Siamo in pieno centro a Gallarate, ma che spettacolo è mai questo?”. E allora? “Allora, dal Comune ci hanno suggerito di agire di soppiatto, però senza farci sorprendere dai vigili urbani” sussurrano in via Novara. Se non fosse anche questa una cosa vera, come quella dei bateux mouches, sarebbe una barzelletta. In un’Italia che di simili barzellette/verità riempie purtroppo un ampio catalogo.

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