MALPENSA – «Dopo aver aperto un ufficio per la logistica, l’aeronautica militare ritorna a chiedere di avere spazi logistici all’interno dell’aeroporto di Malpensa per poter far transitare merci a supporto delle forze armate, di cui non viene specificato se siano armamenti, attrezzature tecnologiche o spostamento di truppe». Lo riporta Unicomal, in una nota.
La denuncia di Unicomal
«La storia di Malpensa a volte ritorna un po’ alle origini perché è nato come un aeroporto militare, con l’esclusione dei voli commerciali. Solo successivamente, nell’immediato dopoguerra, è stato trasformato in aeroporto civile», si legge nella nota di Unicomal. «Ora torna alla ribalta la sua vocazione originaria, anche se limitata all’area Cargo». Che affonda: «Unicomal non condivide assolutamente che in un aeroporto civile si preveda la presenza di attività militari con tutti i rischi che comporta essendo presente un transito di passeggeri civili e di merci nella stessa aerea». E ancora: «Capiamo benissimo che il gestore Sea acconsenta che questo possa accadere», ma ricordano che «l’aeroporto è collocato in un territorio ad alta densità abitativa, produttiva e infrastrutturale». E, aggiungono, «considerando gli scenari di una malaugurata e ipotetica guerra globale, Malpensa sicuramente diventerebbe un futuro bersaglio strategico se questa aspirazione militare venisse realizzata». Per questo motivo, Unicomal «lancia un appello alle amministrazioni comunali, affinché si oppongano in sede di Commissione Aeroportuale ad uno stravolgimento in tal senso della finalità civile dell’aeroporto, per impedire che eventuali futuri e drammatici scenari bellici possano avvenire in contrasto alle garanzie di sicurezza dei cittadini e alla vivibilità dei nostri territori».
La logistica della Difesa. A Malpensa un ufficio operativo dell’Aeronautica Militare
