VARESE – Un solo tema, la sicurezza, due piazze diametralmente opposte quelle viste oggi, sabato 29 marzo, a Varese. Piazza Monte Grappa, la piazza antifascista, ha iniziato a riempirsi ancora prima delle 16.30 raggiungendo le oltre 600 persone in contrapposizione a una seconda manifestazione, sempre in programma nel pomeriggio di oggi a qualche centinaia di metri di distanza, in piazza Repubblica, da anni teatro di piccolo spaccio, promossa dai gruppi di estrema destra che vogliono «restituire le piazze agli italiani».
Varese antifascista – Le interviste
Varese è antifascista
In piazza Monte Grappa tante bandiere, molte arcobaleno, e l’adesione alla manifestazione di Pd, Movimento 5 Stelle, Partito Comunista rivoluzionario, Rifondazione comunista insieme ad Anpi, Arcigay, Cgil e Comitato antifascista Busto. Presente sin dai primi istanti il sindaco di Varese Davide Galimberti, oltre al consigliere regionale Pd Samuele Astuti. «È opportuno riaffermare davanti a determinati episodi la presenza di questi valori, che sono i valori della nostra Costituzione – ha detto il primo cittadino – sono fenomeni estremamente preoccupanti per la tenuta democratica del nostro paese, perché la sicurezza la gestiscono le nostre forze dell’ordine a cui va il nostro plauso. Questa è l’unica piazza che vuole sicurezza e integrazione». Il senso dell’evento, scandito intervento dopo intervento al microfono da rappresentanti di movimenti politici e associazioni, è perfettamente riassunto dal presidente Anpi Rocco Cordì: «Sì alla sicurezza, no alla caccia allo straniero. Siamo qui per dirlo forte e chiaro». Quindi messaggi contro la «politica del nemico, delle taglie e delle ronde». «La risposta è chiara e forte – ha aggiunto Stefania Filetti, segretaria provinciale Cgil – la sicurezza non può essere strumentalizzata. Il tema sicurezza è un tema importante ma va agito a secondo dei dati veri, perché agire fomentando la paura richiamando l’idea di un nemico, non solo è sbagliata ma è anche pericoloso».
Piazza Repubblica, «Varese è nostra»
Alle 18 in piazza Monte Grappa i gruppi di destra sono arrivati da via Avegno con bandiere e fumogeni cantando l’inno di Mameli. Si sono schierati nella piazza sventolando il Tricolore e intonando cori: «Dal centro città e in ogni quartiere Varese è nostra e ci appartiene». «Italia agli italiani Europa agli europei». «Droga, violenza, prostituzione: questa la vostra integrazione». E poi ancora al megafono: «Oggi in questa piazza ci sono gli italiani che vogliono difendere la nostra città, nell’altra piazza ci sono quelli che odiano la nostra patria. Questa piazza è solo nostra oggi, niente spaccio e niente maranza».
Continueremo a lottare
«Questa piazza da troppo tempo è il simbolo dell’anti-italianità. Dall’altra parte ci sono gli anti-italiani che vivono in una bolla. Siamo qua a ribadire anche all’altra piazza che c’è ancora chi vuole avere il diritto a vivere la propria città. Noi rappresentiamo il popolo, i partiti non pensano più ai cittadini», ha detto un esponente di Casapound. «Continueremo a lottare per il benessere del popolo italiano e per la salvezza della nostra città», ha aggiunto Alessio Toniolo di Rete Studentesca.
