Varese, Cinque Stelle: «Canile ai Duni senza Vas. Servono approfondimenti»

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Il sopralluogo dell’M5S ai Duni e e tracce di animali selvatici

VARESE – «Fatichiamo a comprendere le ragioni che hanno indotto l’amministrazione ad approvare in tutta fretta il progetto urbanistico del canile nella zona dei Duni, bypassando la Valutazione ambientale strategica». È ciò che si legge in una nota ufficiale del Gruppo territoriale di Varese del MoVimento 5 Stelle.

I dubbi sul canile ai Duni

I pentastellati ha avviato, attraverso i coordinatori dei propri tavoli di lavoro interni, uno specifico approfondimento volto ad accertare se quella citata in premessa sia un’ubicazione opportuna e se esistano ragioni ostative alla luce della situazione naturalistica attuale di fatto.

«Se mi è permessa una battuta, alquanto chiarificatrice, direi che il “Consiglio comunale degli Animali Selvatici” si è riunito già molto tempo fa e pare aver deliberato l’annullamento della previsione sia della ‘Cittadella del Rugby’, poi realizzata altrove, sia del nuovo canile, entrambi ipotizzati in un luogo interessato da un elemento di primo livello della Rete ecologica regionale quale è il corridoio per il libero movimento dei selvatici, come testimoniano le inequivocabili tracce quotidianamente lasciate sul terreno e le foto scattate dagli stessi residenti, a dimostrazione di come l’area non sia urbanizzata, né antropizzata, né recintata», dichiara Diego Carmenati, Coordinatore dei Tavoli per la Tutela dell’ambiente e i Diritti degli animali.

Corridoio ecologico da preservare

Il M5S Varese ritiene in proposito che l’iter procedurale seguito per decretare l’esclusione della Vas in merito al cambio di destinazione da impianti e attrezzature sportive a “centro polifunzionale con canile, gattile e cras” trascuri una considerazione fondamentale, «ossia che le valutazioni eseguite dall’amministrazione comunale per tramite dei propri tecnici incaricati è basata sul raffronto con la altrettanto mera, ipotetica, previsione degli insediamenti sportivi mai realizzati, trascurando il fatto che tutta l’area insista su un corridoio ecologico da preservare e perfino da “deframmentare” come evidenziato dallo stesso Rapporto preliminare di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica obbligatoria», prosegue Carmenati.

Perché non è stata fatta la Vas?

«Fatichiamo a comprendere le ragioni che hanno indotto l’amministrazione ad approvare in tutta fretta il progetto urbanistico del canile nella zona dei Duni, bypassando la Valutazione ambientale strategica, strumento che, seguendo il suo naturale iter amministrativo, avrebbe eventualmente dissipato i dubbi in merito alla scelta del luogo nonché fornito, se necessario, indicazioni sulle misure da intraprendere al fine di mitigare l’impatto della struttura in un ambiente particolarmente fragile da tutelare, evitando il dibattito scaturito in merito, sia all’interno del Consiglio comunale sia all’esterno da parte dei residenti e di realtà che si occupano della tutela del territorio: l’utilizzo della Vas, certamente con un iter più lungo, ma più trasparente e corretto, avrebbe potuto sancire o meno l’adeguatezza del luogo scelto, che non può definirsi ‘urbanizzato’ anche in considerazione della mancanza di sottoservizi essenziali quali la fognatura e di una consona via di accesso», afferma Fiorenzo Pedroletti, Coordinatore del Tavolo tecnico di Urbanistica e Rigenerazione urbana.

Vogliamo approfondire

“Sulla base di queste considerazioni, in occasione dell’ultimo Consiglio comunale non abbiamo potuto esprimere, per tramite del nostro consigliere Luca Paris che nel suo intervento in aula ha riportato in sintesi le criticità ora evidenziate, un voto favorevole al progetto ed è anzi nostra intenzione approfondire gli aspetti sopra trattati, specie in seguito al sopralluogo che con i due coordinatori ho condotto sul posto nei giorni immediatamente successivi, raccogliendo perplessità e informazioni utili grazie al confronto con i residenti del ristretto nucleo abitato che si incontra proseguendo in direzione di Lozza, preoccupati peraltro rispetto al rischio di una ulteriore e più estesa cementificazione dell’area, una delle poche tuttora incontaminate entro i confini comunali, dopo l’approvazione di questo primo progetto edilizio, senza una preventiva e opportuna ricognizione volta a individuare un luogo più idoneo per questa struttura di cui il Comune di Varese ha sicuramente bisogno», conclude Francesca Bonoldi, Rappresentante del M5S Varese, preannunciando un approfondimento puntuale della questione anche attraverso l’interlocuzione con realtà del mondo ambientalista e animalista al fine di sviluppare azioni in linea con le prescrizioni regionali in tema di salvaguardia dei corridoi per i selvatici oltre che della biodiversità dei nostri ecosistemi.

canile duni varese – MALPENSA24
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