VARESE – È un simbolo di adesione e volontà di promuovere politiche pubbliche sostenibili, orientate agli obiettivi dell’Agenda 2030: Varese si aggiudica la Libellula della Rete dei Comuni Sostenbili. Insieme al riconoscimento – in occasione dell’assemblea nazionale di Roma dell’8 e 9 aprile – la Città ha ricevuto anche una menzione speciale per il progetto “Terra rara“, promosso dal consorzio Ecolight, e la presentazione della buona pratica dell’Hub Antispreco, esempio concreto di economia circolare e contrasto agli sprechi. Nel corso della manifestazione, inoltre, è stata consegnata al Comune la Bandiera Comune Sostenibile 2026, ulteriore riconoscimento a chi si distingue per politiche e pratiche orientate alla sostenibilità ambientale e sociale.
La sostenbilità
A ritirare i riconoscimenti e presentare le azioni adottate dall’amministrazione è stata Nicoletta San Martino, assessore alla Tutela ambientale, sostenibilità sociale ed economia circolare. «La Libellula e la Bandiera Comune Sostenibile, testimoniano il lavoro concreto che stiamo portando avanti sul territorio e la volontà concreta dell’amministrazione comunale di raggiungere gli obiettivi di Agenda 2030. Durante i lavori ho avuto l’occasione di raccontare il progetto del Ri-HUB food, nella consapevolezza che la sostenibilità si costruisce ogni giorno attraverso il contributo di tutta la comunità».E ancora: «La sostenibilità deve essere sempre di più il filo conduttore di tutta l’azione amministrativa, perché ha a che fare con tutti gli aspetti della vita delle persone e della città: la salute, le povertà, l’istruzione, i cambiamenti climatici, la pace, la lotta agli sprechi, la parità di genere, il sostegno ai deboli, l’innovazione, i modelli di consumo responsabili, l’energia».
L’impegno varesino
L’impegno di Varese si inserisce in un percorso avviato nel 2025 con l’adesione alla Rete dei Comuni Sostenibili, che ha portato alla redazione del primo Rapporto di sostenibilità dell’ente. Cuore del progetto è il monitoraggio volontario delle politiche locali attraverso un sistema di indicatori – circa 100 per i Comuni capoluogo – che consente di misurare gli impatti ambientali, economici, sociali e istituzionali e di orientare le politiche pubbliche in un’ottica di miglioramento continuo. Sempre nel 2025, Varese è entrata per la prima volta nella “Guida dei Comuni Sostenibili – Luoghi da visitare, buone pratiche da replicare”.
L’assemblea
Nel corso dell’Assemblea è intervenuta anche l’onorevole Maria Chiara Gadda, firmataria della legge antispreco del 2016, sottolineando il ruolo strategico dei Comuni. Centrale anche il ruolo delle amministrazioni nella promozione di iniziative di informazione ed educazione rivolte ai cittadini, attraverso la valorizzazione dei prodotti identitari dei territori. L’Assemblea 2026 della Rete dei Comuni Sostenibili si è confermata un appuntamento di alto profilo istituzionale. Nel solco degli indirizzi dell’Agenda 2030, il programma ha posto al centro il principio guida “Obiettivi globali, azioni locali“, riaffermando la responsabilità dei Comuni nel tradurre le grandi sfide globali in azioni concrete e misurabili.
Le due giornate di lavori hanno proposto un percorso organico di riflessione e confronto. Particolare rilievo è stato dato allo scambio tra amministratori, esperti e stakeholder, nella consapevolezza che la sostenibilità richiede un approccio sistemico e una forte cooperazione interistituzionale. Le sessioni dedicate alle buone pratiche, alla finanza sostenibile, alla transizione ecologica, all’impatto generazionale e all’innovazione tecnologica hanno delineato una visione integrata delle politiche pubbliche, capace di coniugare sviluppo, coesione sociale e tutela ambientale.
Da rifiuti a risorse: a Varese oltre 400 chili di materiali recuperati con “Terra Rara”
