Egregio Direttore,
è indubbio che negli ultimi anni degrado e microcriminalità hanno reso il centro cittadino insicuro se non, in determinati punti e determinate ore, del tutto impraticabile. Agli attuali livelli di insicurezza, non solo percepita ma vissuta, non si è giunti nell’arco di una sola stagione. Se ne deve dedurre che gli amministratori che da quasi nove anni governano la Città sono stati, a dir poco, “distratti”.
Oggi, scaricare la responsabilità sul Governo centrale del Paese è solo parzialmente corretto. È scontato che nessuno vuole la militarizzazione dei centri urbani; è scontato che una comunità ove sussiste una forte interazione tra corpi sociali (associazionismo, sindacati, mondo del volontariato, scuola) e mondo produttivo, solido e radicato, ha gli anticorpi per meglio resistere agli attacchi di chi attenta al benessere della collettività.
Tutto ciò, però, non può prescindere da una politica locale attenta, che ascolta e si confronta con i cittadini. Nella democrazia ateniese i cittadini si confrontavano nelle assemblee e, proprio a seguito di un dialogo diretto, intervenivano e controllavano l’operato degli amministratori. C’era un continuo confronto tra chi governava e chi era governato!
Ebbene, senza scomodare la democrazia ateniese, il Partito Democratico (solo nel nome) che amministra Varese ha del tutto disatteso l’insegnamento degli ateniesi, per nulla ha adottato la politica dell’ascolto e ha sottovalutato il fenomeno di cui pariamo. Se è pur vero che “… Il buono si realizza con il tempo. Il tempo lo si trova pianificando lo sviluppo d’un territorio …” nel frattempo, si invitano ii cittadini a stare a casa, a non frequentate certe vie in ore serali?
La costruzione della polis richiede tempo, dedizione e servizio ma, nel mentre, la libertà di circolazione, costituzionalmente riconosciuta e garantita, non può e deve subire limitazioni. Pertanto, l’ipotesi di presidiare determinate aree della Città con i militari non desti scandalo e allarmismo, a maggior ragione se adottata a fini di deterrenza e per un tempo limitato al recupero, a favore dei cittadini e della legalità, quelle aree.
Forza Italia non intende promuovere politiche di repressione, piuttosto di prevenzione coniugate con la riqualificazione del tessuto sociale, per esempio tramite iniziative di animazione e valorizzazione del centro storico per aumentare la presenza dei cittadini e, dato che Varese è sede di un Ateneo, in particolare di studenti universitari.
Salvatore Leggio
Segretario di Forza Italia – Varese
