Varese e l’Italia si stringono attorno a Giuseppe Zamberletti per l’ultimo saluto

VARESE – «Onore al senatore Giuseppe Zamberletti». Sono le 10.30 in punto quando piazza San Vittore, stracolma di gente come del resto la basilica, si ammutolisce all’ingresso del feretro di Giuseppe Zamberletti. Varese, la sua città, tutta la sua provincia con i sindaci e i volontari di protezione civile, la Regione con in testa il governatore Attilio Fontana e l’Italia intera, rappresentata dal presidente Sergio Mattarella e dal primo ministro Giuseppe Conte, questa mattina, martedì 29 gennaio, hanno reso omaggio e l’ultimo saluto «all’uomo – ha detto l’arcivescovo Mario Delpini – che ha curato le ferite del suo popolo e della sua terra».

Piazza gremita di gente e autorità

C’era davvero tutta Italia e tutta Varese questa mattina a dare l’ultimo saluto a Giuseppe Zamberletti. Tanti varesini, che in questi anni l’hanno conosciuto e apprezzato come concittadino e uomo di Stato. E c’erano tantissime autorità. A partire dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal primo ministro Giuseppe Conte. C’erano anche l’ex ministro Graziano Delrio, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani, il ministro all’istruzione Marco Bussetti, gli amici di partito della Dc Pierferdinando Casini e Antonio Tomassini, l’ex sindaco di Varese Giuseppe Gibilisco e il sindaco di Varese Davide Galimberti, la deputata del Pd Maria Chiara Gadda, l’assessore regionale Raffaele Cattaneo e il vicepresidente del Consiglio regionale Francesca Brianza, l’ex deputato Daniele Marantelli e l’ex consigliere regionale Giuseppe Adamoli e l’europarlamentare Lara Comi. C’erano anche il Capo dipartimento della protezione civile nazionale Angelo Borrelli e l’ex Guido Bertolaso. E poi tutti quelli che hanno rappresentato il “popolo” di Zamberletti, ovvero i sindaci della provincia di Varese, ma anche di altre regioni d’Italia, le associazioni e i volontari di protezione civile e le associazioni militari. Tutte con i propri labari, schierati in piazza a fare da cordone alla bara.

mattarella funerali zamberletti

Cittadino di questa terra che ha curato le ferite

Cerimonia molto essenziale, nella quale le parole pronunciate durante l’omelia dall’arcivesco Delpini hanno scolpito la grandezza di questo piccolo grande uomo, tenace, determinato, ma soprattutto lungimirante. Delpini ha parlato delle ferite del corpo, ma anche di quelle che vengono inflitte «dall’avidità dello sfruttamento», per poi condividere con la gente quello che Giuseppe Zamberletti è stato per tutto il Paese: «Un uomo che ha curato le ferite dell’umanità e dell’Italia. Che ha sofferto i tragici anni del terrorismo e che gli hanno portato via in maniera tragica l’amico Aldo Moro. Zamberletti è stato colui che ha fatto delle ferite l’occasione in cui le istituzioni, la società civile, le forze dell’ordine e i volontari hanno dato il meglio di sé. Zamberletti è figlio di questa terra ed è l’esempio per tutti gli uomini che sono impegnati per garantire il bene comune».

Il ricordo della protezione civile

E’ toccato al capo dipartimento della Protezione civile ricordare colui che l’ha fondata. «Noi, ma anche tutta l’Italia ha perso un padre – ha detto Angelo Borrelli – un padre nobile che ha saputo unire nelle difficoltà e nell’emergenza. Perdiamo la nostra guida, perché Giuseppe Zamberletti è stato vicino noi fino all’ultimo. Sempre». Borrelli poi ha raccontato un aneddoto per far capire cos’era l’Italia prima della nascita della protezione civile: «Zamberletti, subito dopo il terremoto dell’Irpinia ha raggiunto Genova e sull’aereo non lo volevano far salire perché era pieno. Ecco quella era il nostro Paese prima della grande intuizione di questo uomo». Ed è stato solo al termine dell’intervento di Borrelli che la Basilica e la piazza è riuscita a sbloccare il rispettoso silenzio durato per tutta la celebrazione del funerale e tributare un lungo applauso a Giuseppe Zamberletti, varesino, lombardo e italiano. Che ora sarà sepolto al Sacro Monte accanto al suo fratello Domenichino.

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