VARESE – Una burletta. Al punto che lo stesso Angei, forse involontariamente, ha definito “un monologo sterile” il suo stesso lunghissimo intervento. E così l’ostruzionismo leghista ha trasformato in celia la seduta consigliare dedicata al bilancio. Con consiglieri che si sono alternati in aula – manco fosse una staffetta – per garantire la presenza di un presidio di partito tra le opposizioni. E il sindaco Galimberti che non ha perso occasione per evidenziare lo strazio imposto da migliaia di emendamenti da discutere e… bocciare. Perché era scritto che il primo emendamento presentato da Angei sarebbe stato il crinale di una seduta che da reale è diventata di colpo surreale. E dei 1.500 e passa emendamenti all’ordine del giorno, nella prima serata, ne sono stati liquidati meno di 100.
Un consiglio a due facce. La prima è durata un paio d’ore e la discussione è filata via quasi liscia. Confronto disteso: proposte bocciate, ma anche accettate all’unanimità. Come il primo emendamento del leghista Parravicini. Poi, dopo la pausa, il braccio di ferro tra una parte della Lega e la maggioranza, è iniziato.
Ferri corti tra Galimberti e Angei
A stappare la situazione è stato il sindaco Davide Galimberti, bloccato dal presidente del consiglio nel momento più duro del suo intervento. Galimberti ha tirato la riga: «Da qui in avanti non si passa», ha detto in sostanza il primo cittadino in apertura di seconda parte. Appellandosi «alla Lega che ha l’opportunità di essere forza responsabile come hanno dimostrato i consiglieri di minoranza con il loro atteggiamento costruttivo che hanno tenuto nella prima parte della seduta. E la Lega dovrà anche garantire la presenza di tutti i consiglieri e l’adesione di tutte le forze di minoranza perché da questo momento in poi la maggioranza garantirà il numero minimo necessario per la prosecuzione dei lavori». Insomma, una dichiarazione di guerra che vale al “Noi staremo qui compatti. Tocca alla Lega fare il primo passo”.
Con la reazione di Angei (nel video).
«Il mio sterile monologo»
A spiegare al cittadino varesino che, magari per sbaglio, si è collegato online ieri sera (martedì 9 dicembre) al surreale consiglio comunale è stato proprio Angei il quale di fronte a una maggioranza compatta nel bocciare gli emendamenti, dopo aver ascoltato l’infinito intervento interrotto ogni tre minuti dal presidente del consiglio Coen Porisini, ha detto: «Questa maggioranza potrebbe ribattere e aprire un dialogo anziché assistere al mio sterile monologo». Un lapsus colto dal sindaco che con ironia ha colto l’inciampo dialettico: «Consigliere Angei, il suo lungo intervento non è affatto sterile e nemmeno noioso». Insomma, il braccio di ferro si è presto trasformato in un noioso teatrino. Ma facciamo un passo indietro per raccontare alcuni passaggi di un consiglio che, potendo, tutti avrebbero voluto chiudere in fretta.
I faldoni
Il primo ad arrivare in Salone Estense è stato il consigliere Stefano Angei (nella foto sotto) con due faldoni contenenti una parte degli emendamenti presentati. Niente elmetto in testa, ma il consigliere leghista, che in questa maratona sa di dover interpretare il ruolo di mattatore principe tra i banchi delle minoranze, prova subito a far capire che darà filo da torcere alla maggioranza e incalza il presidente del consiglio: «La seduta era convocata per le 19 e non è stata fatta né la prima “chiama”, né la seconda. Mancava il numero legale e questa seduta andava annullata». Il presidente dell’assise Alberto Coen Porisini sa che non deve gettare benzina sul fuoco e si limita ad ascoltare e a ignorare il primo assalto di Angei.

Si notano gli assenti
Maggioranza presente in blocco e centrodestra con le prime defezioni. Assente fin dalle prime battute Matteo Bianchi che non ha presentato emendamenti, ma è pur sempre consigliere della Lega. Arriva in corsa Emanuele Monti, ma il suo ritardo era annunciato, come anche quello di Mimmo Esposito. Tra i forzisti assente Roberto Puricelli.
Un’unanimità e come una rondine… non fa primavera
Non ci si deve far ingannare: la partenza della maratona emendamenti si apre con un voto all’unanimità. La battaglia sul bilancio è stata inaugurata dal consigliere leghista Roberto Parravicini. La proposta del consigliere del Carroccio non solo è stata giudicata ammissibile dall’assessore alla partita, ma è anche stata votata all’unanimità. Ma un voto a favore non significa unanimità eterna, come del resto una rondine non fa primavera. E, infatti, la lunga partita a scacchi è iniziata con i leghisti a smaltire le loro proposte e la maggioranza a centellinare approvazioni e rifilare “due di picche”.
Mister Fisco
Il capogruppo dei dem Giacomo Fisco (nella foto sotto) al momento del voto di ogni emendamento, proprio come un allenatore a bordo campo, ha ogni volta chiamato lo schema tendendo la mano e dando il segnale alla maggioranza se approvare o bocciare l’emendamento. Per il “falchetto” dei dem è stata una seduta provante anche dal punto di vista fisico.

Il “pacchetto” Boldetti
Il consigliere di Forza Italia Luca Boldetti (nella foto sotto) ha presentato 26 emendamenti, discussi tutti in successione. Risultato, al netto di quelli ritirati, è di 6 approvati. Due i principali temi su cui ha puntato il forzista, ovvero, stanziamento di fondi per gli oratori e per l’installazione di condizionatori negli asili nido. Il consigliere Boldetti si alla fine (della presentazione e votazione delle su proposte) dichiarato soddisfatto. «Finalmente, l’amministrazione Galimberti ha apprezzato il lavoro svolto in sede di presentazione agli emendamenti al bilancio di previsione 2026. Dei 6 miei emendamenti approvati, sono particolarmente orgoglioso per quello che aumenta di 15.000 euro le risorse agli oratori estivi e per quello che prevede l’installazione di impianti di climatizzazione negli asili nido comunali».

La trattativa
Dopo due ore di consiglio e una cinquantina di emendamenti passati in rassegna arriva la prima pausa. C’è chi si alimenta e chi tratta su come andare avanti. Ormai è chiaro che anche tra le minoranze cresce il “partito” che vuole ridurre in maniera significativa gli emendamenti. Si formano capannelli e in ognuno il tema è: «Ma davvero la Lega li vuole discutere tutti, uno a uno?». A destra non sanno bene cosa rispondere, a sinistra il refrain è “dipende tutto da loro”.
Nella zona antistante l’ingresso al Salone Estense Bison Angei della Lega e Fisco e Capriolo del Pd (nella foto sotto) trattano anche sul “Cammello” dell’Epifania, senza trovare un punto di incontro. E se a Genova, ai tempi del sindaco Marco Bucci, ci fu il “patto della focaccia”, a Palazzo Estense non si può dire che sia stato sancito il “patto della pizza”.

Monti duro e puro: «Non si tratta. Qui fino all’ultimo emendamento»
Si torna in aula, Angei attacca con il suo lunghissimo intervento finché, attorno al settantesimo emendamento “passa” il microfono a Barbara Bison. Ed Emanuele Monti dixit (alle 23.23) al banco della stampa: «Ma qua tutti parlano di trattativa in corso. Ma secondo voi tutto questo l’abbiamo fatto per trattare su 50 mila euro a fronte di un bilancio di 100 milioni di euro? Non scherziamo. Questa volta in consiglio portiamo la voce dei varesini. E Galimberti la dovrà ascoltare».

