Varese, accusato di molestie sessuali sul posto di lavoro: non parla davanti ai giudici

VARESE – «Non intendo essere interrogato». Una sola frase pronunciata a margine di un’udienza dedicata alle testimonianze dei suoi ex colleghi. L’uomo, 61 anni, è accusato di violenza sessuale per aver allungato le mani su una giovane operaia con cui nell’estate del 2021 aveva condiviso dei turni di lavoro in una azienda di Induno Olona.

I fatti

Azienda che lo ha licenziato a seguito dei fatti ora al centro del processo in corso in tribunale a Varese, e nel quale la persona offesa, classe 1996, si è costituita parte civile. Mani sui fianchi e sui seni, carezze, frasi sconce e domande imbarazzanti, video porno proiettati durante i turni, e poi il tentativo di baciare l’operaia, dopo averle abbassato la mascherina in un luogo appartato della ditta. Queste alcune delle contestazioni.

«Aveva paura»

Comportamenti che una notte, dopo un turno, avevano spinto la 27enne a confidarsi con una collega, davanti alla quale la ragazza era scoppiata in lacrime. «Temeva che parlando avrebbe perso il posto di lavoro, ma aveva anche paura di rimanere con lui di notte», ha ricordato in aula la collega parlando della persona offesa e dell’imputato, e aggiungendo che la 27enne dopo quei fatti l’aveva avvertita: «Preparati perché lo farà anche con te».

«Le colleghe ridevano»

Il 61enne aveva il vizio delle battute sconce, ha sottolineato un altro testimone, dipendente della stessa azienda, «ma il suo era un modo di fare scherzoso, le colleghe ridevano». In ditta lo conoscevano, sapevano come era fatto. Ma proprio per questo il testimone, dopo aver saputo che un’altra operaia erano rimasta scossa dall’atteggiamento dell’odierno imputato, le aveva consigliato di rivolgersi al capo reparto. E nella stessa estate, per il 61enne, era arrivata una seconda denuncia.

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