Varese, Fondazione Molina sul teatro al Politeama: «Andiamo fino in fondo»

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L'ex Politeama di Varese che ospiterà il Teatro

VARESE – Il presidente della Fondazione Molina Michele Graglia interviene sul nuovo teatro all’ex Politeama con una nota. «Siamo un ente senza scopo di lucro e il teatro realizza la volontà di un benefattore varesino. Ora si arrivi in fondo». E in merito interviene anche la Lega per voce del consigliere Stefano Angei.

La nota del Molina

Molto si è discusso nelle ultime settimane sulla questione del Teatro di Varese.

Mi permetto, come semplice cittadino e come Presidente della Fondazione Molina, proprietaria dell’immobile Politeama dove dovrà sorgere la nuova struttura, qualche breve commento.

Come cittadino credo di poter dire che non se ne può più di attendere un progetto che ha ormai più di dieci anni di storia alle spalle, con amministratori di varie istituzioni e di diverse parti politiche coinvolti che hanno avuto, nel tempo, tutte le possibili occasioni per esprimere opinioni, critiche e suggerimenti ma che, ad un certo punto, dovrebbero convergere per realizzare un’opera che la città aspetta da decenni e che sicuramente, se gestita con competenza e professionalità, permetterà a Varese di offrire eventi culturali di alto valore. 

Ogni attore coinvolto, può avere preferenze diverse sul progetto ma questo non deve ostacolare il processo, ormai lungo al limite dello sfinimento, che va portato a termine secondo i sani principi della valutazione delle risorse disponibili, del mercato che si vuole intercettare e degli strumenti tecnici necessari per raggiungere l’obiettivo.

Mi preme però fare una annotazione come Presidente della Fondazione Molina. Dicevo che tutti potrebbero evidenziare qualche criticità: per quanto riguarda la Fondazione, comunque, il contratto esiste e verrà rispettato in tutti i suoi contenuti.

La Fondazione ha ceduto per 90 anni il diritto di superficie per la realizzazione del Teatro a condizioni economiche sicuramente vantaggiose per il Comune, e quindi per la città, e ormai da tempo ha dovuto rinunciare ad introiti di affitto da attività commerciali che occupavano spazi dell’immobile e che, ovviamente, saputo dell’imminente inizio dei lavori hanno optato per una nuova collocazione.

Tutte risorse che sarebbero andate a sostenere l’attività che ogni giorno la nostra RSA svolge a sostegno della fragilità che colpisce molte famiglie varesine. Forse è proprio questo il punto che più mi sta a cuore, e quando sento dire che si stanno investendo denari per una struttura che tornerà in mano ad un “privato” mi chiedo se sia chiaro a tutti i varesini il ruolo che il Molina svolge da 150 anni.

Siamo un Ente del terzo settore che non ha alcuno scopo di lucro, figlio di una Fondazione espressione dell’intera società varesina. Lo sarà ancora di più in futuro, visto il nuovo Statuto che il CdA, che ho l’onore di presiedere, ha voluto recentemente approvare: a partire dal rinnovo del 2028, l’organo di governo sarà indicato da Comune, Università dell’Insubria, Camera di Commercio di Varese e Chiesa Varesina con la raccomandazione di individuare personalità con specifiche competenze amministrative, gestionali, scientifiche e conoscenza del terzo settore.

Il nostro patrimonio, per legge e per Statuto, è vincolato alle finalità sociali: non distribuiamo utili e ciò che possediamo resta destinato alla cura delle persone fragili della nostra città.

Lo stesso Politeama è giunto alla Fondazione grazie al lascito di Armando Caravatti, generoso benefattore varesino, che nel suo testamento chiese che l’immobile restasse un luogo di spettacolo legato al suo nome. 

Il Molina è stato e continuerà ad essere al servizio della città, non fa gli interessi di qualcuno ma dell’intera comunità.

Per questo motivo mi permetto di chiedere, a tutti coloro che sono parte del progetto, di fare in fretta, evitare di mettere intoppi, permettere che la città possa finalmente beneficiare di ciò di cui ha bisogno e che non si sprechino ulteriori risorse preziose all’attività quotidiana anche di chi si prende cura dei nostri anziani.

Se vogliamo il bene della città, non spendiamo altre parole: facciamo.

Michele Graglia

L’intervento di Angei

In merito alle vicende legate al progetto del Teatro Politeama e alle recenti ricostruzioni apparse a mezzo stampa, per voce del Presidente Graglia, riteniamo indispensabile accendere i riflettori su un fatto estremamente grave e troppo spesso minimizzato: i mancati affitti dei due spazi commerciali, che la Fondazione Molina non percepisce ormai da anni.

Non si tratta di un ritardo temporaneo, ma di un ammanco prolungato nel tempo. Comprendiamo e condividiamo profondamente la difficoltà del Presidente del CdA, Dott. Graglia, e dell’intero organo di governo della struttura. Per anni, la Fondazione è stata privata di somme ingenti derivanti dagli affitti dell’immobile di Piazza XX Settembre (Ex Tezenis ed Ex Città del Sole); risorse che, proprio in virtù delle finalità istituzionali richiamate dallo stesso Dott. Graglia, sarebbero state destinate direttamente a favore dei cittadini varesini tramite i servizi di accoglienza e cura della casa di riposo, che rappresenta un patrimonio affettivo e sociale di tutta Varese.

È doveroso ribadire che queste somme non sono state introitate esclusivamente a causa dei continui ritardi accumulati dai lavori, interamente ed unicamente imputabili a questa Amministrazione comunale. Ci auguriamo e speriamo vivamente che non soltanto il Presidente Graglia, ma l’intero Consiglio di Amministrazione al completo abbiano contestato con forza e fatto ben presente questa situazione al Sindaco Davide Galimberti, a tutela della funzione sociale e della sostenibilità economica della Fondazione.

In merito a questo, presenteremo anche una formale interrogazione in Consiglio Comunale.

A questo scenario si aggiunge la lievitazione sproporzionata dei costi, arrivati ormai alla cifra record di 24 milioni di euro. Essendo del tutto mutate le condizioni iniziali, l’ente pubblico ha l’obbligo morale e politico di fermarsi a riflettere: questo imponente debito ricadrà inevitabilmente sulle future generazioni di varesini. Il tutto senza dimenticare un dettaglio fondamentale: allo scadere del contratto, il teatro non rimarrà di proprietà del Comune di Varese.

Serve immediatezza, trasparenza e chiarezza nell’interesse sia della Fondazione Molina, ente a cui i Varesini sono da sempre legati, e che ha ricevuto negli anni, ingenti donazioni e lasciti ed nell’interesse dell’intera cittadinanza.

Stefano Angei

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