ROMA – A pochi giorni dalla chiusura delle Paralimpiadi, il bilancio dei Giochi di Olimpiadi Milano-Cortina 2026 resta «più che positivo» secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli. Da Palazzo Chigi, il suo invito ora è quello di non disperdere l’eredità lasciata sui territori, in particolare in Lombardia e in provincia di Varese. Guarda il video:
Acceleratore di investimenti
«Le Olimpiadi sono state un grande acceleratore di investimenti pubblici e privati – sottolinea Morelli – parliamo di oltre 3 miliardi di euro tra infrastrutture sportive, viarie e ferroviarie». Un impegno che ha coinvolto non solo Milano ma anche le principali località montane: «Abbiamo valorizzato i territori, da Livigno a Bormio, con opere che interessano tutta la Lombardia». Non solo cantieri, ma anche ritorno d’immagine. «Oltre 3 miliardi di televisori sono rimasti accesi sulle località olimpiche – evidenzia – e la vera sfida inizia adesso: trasformare questa visibilità in turismo diffuso». L’obiettivo è trattenere i visitatori internazionali: Chi arriva dalla Corea, dall’Uruguay o dal Canada non si ferma solo per sciare, ma resta e scopre il territorio». I risultati, aggiunge, «sono stati eccezionali, anche oltre le aspettative degli sponsor», ma ora serve continuità: «Abbiamo piantato un grande seme olimpico, spetta a istituzioni e imprese farlo crescere e radicarlo».
Varese e le Olimpiadi
Un focus particolare riguarda la provincia di Varese, dove l’impatto olimpico si gioca soprattutto sul piano infrastrutturale e della visibilità internazionale. «Dobbiamo ricordare alcune opere fondamentali già finanziate – spiega Morelli – penso alla Vigevano-Malpensa, alla superstrada di accesso allo scalo e al restyling del T1». Interventi che, pur non tutti direttamente legati alle sedi di gara, sono stati «accelerati proprio grazie all’effetto Olimpiadi». Ma non è solo una questione di cantieri. «Le Olimpiadi sono state un volano – prosegue – un motore di visibilità straordinario anche per territori come Varese». La presenza di delegazioni e squadre internazionali ha infatti rappresentato un banco di prova importante: «Abbiamo ospitato atleti provenienti da tutto il mondo, offrendo loro strutture e accoglienza di alto livello». Un passaggio che, secondo il sottosegretario, può avere ricadute nel medio periodo: «Parliamo di atleti che vivono un momento unico della loro vita e che porteranno con sé il ricordo di questi luoghi. È un bagaglio che può trasformarsi in nuova attrattività turistica». Da qui l’invito al territorio: «Ora spetta alle amministrazioni locali e all’imprenditoria valorizzare questa opportunità e trasformarla in sviluppo concreto».
Senza passi falsi
Sul piano organizzativo, Morelli rivendica il ruolo delle Regioni: «Senza Lombardia e Veneto, con Attilio Fontana e Luca Zaia, non ci sarebbero state le Olimpiadi». E risponde alle critiche: «Qualcuno si aspettava un passo falso, ma quando c’è il lombardo-veneto di mezzo le cose funzionano».Tra i simboli del successo cita anche opere contestate come la pista da bob di Cortina: «Molti dicevano che non ce l’avremmo fatta, oggi guai a toccarla».
Sotto il profilo squisitamente sportivo, «Mi hanno colpito discipline come il biathlon e il curling, viste dal vivo sono straordinarie». E soprattutto le Paralimpiadi: «Abbiamo fatto un salto di qualità nell’accessibilità, basti pensare all’Arena di Verona». Infine, la sicurezza: «Oltre 6mila agenti e migliaia di volontari hanno garantito un evento senza criticità. Un’operazione complessa, ma che ci ha dato grandissime soddisfazioni».
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