Vannacci fa paura? Le reazioni in provincia di Varese

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VARESE – Un volto in primo piano, così vicino da mettere paura: “Incubo Vannacci” è il titolo di copertina del nuovo numero de L’Espresso. Uno tsumani nella politica italiana che anche in provincia di Varese rischia di stravolgere gli equilibri e aprire a nuovi scenari. Le truppe locali del Generale si sono ritrovate giovedì 18 giugno al Bar Socrate per lanciare un messaggio preciso: «Aperti al centrodestra. Ma siamo forti già da soli». Cosa ne pensano i principali protagonisti della scena locale? Guarda il video:

Qualità non feccia 

«Io penso che la politica sia fatta di qualità, non di feccia come dice Vannacci », dichiara il consigliere regionale Giuseppe Licata (Forza Italia). «Il mio partito non si lascia andare a slogan populisti. Poi, il rapporto con Vannacci, lo valuteremo più avanti». 

Un cordone sanitario 

Il senatore Alessandro Alfieri (Partito Democratico) ripete ciò che ha dichiarato in aula davanti alla premier Giorgia Meloni: «Dobbiamo evitare di entrare in competizione con Vannacci, serve un cordone sanitario per evitare di dare cittadinanza alle scempiaggini che dice. Evitiamo di andare alla lotta nel fango, proviamo a ragionare su quello che serve al futuro del Paese». A lui non consola la tesi che, se cresce, il Generale alla fine fa perdere il centrodestra. «Sinceramente mi interessa di più la qualità della nostra democrazia».

Pragmatismo moderato 

Il sottosegretario in Regione Lombardia Raffaele Cattaneo (Noi Moderati) parla molto chiaro: «I contenuti di cui noi siamo portatori sono l’opposto di Vannacci, che cavalca il malcontento e genera sfiducia. Sembra un po’ il Grillo della prima ora, ma non abbiamo visto proposte di governo che arrivano da lì». Eppure il suo approccio è anche molto pragmatico, perché sa benissimo che la nuova legge elettorale in discussione, oltre ai sistemi elettorali già vigenti in Regione e negli enti locali, potrebbero costringere la coalizione a sedersi attorno a un tavolo. «Se così fosse, una collaborazione con Futuro Nazionale sarà nel senso di una chiarezza programmatica e valoriale indiscutibile. Soltanto così il centrodestra, e non il destra-centro, potrà continuare a intercettare la volontà della maggioranza degli elettori e comunque garantire un governo al Paese nella direzione della pace, della prosperità; non verso una deriva autoritaria».

La coerenza a destra 

«Mica ci farà paura Vannacci?», disse l’assessore regionale Francesca Caruso ai suoi durante una cena di partito lo scorso aprile a Jerago. Due mesi dopo, Fratelli d’Italia continua a guardare con fiducia ai sondaggi. «E poi dico – aggiunge ora il coordinatore provinciale Andrea Pellicini – se un elettore deve guardare a destra, non ci possono essere paragoni tra la serietà, la coerenza di Giorgia Meloni e le pure buone caratteristiche del Generale».

Inciderà poco 

La Lega, per voce del segretario provinciale Andrea Cassani, al momento non ha alcuna intenzione di allargare il perimetro naturale del centrodestra: «Al momento non c’è spazio per altre persone. Sicuramente Vannacci gode di un effetto traino derivante dalla sua leadership, ma bisogna capire se poi territorialmente le sue liste avranno lo stesso successo. I politici locali li conosciamo e i risultati non penso che saranno gli stessi di quelli a livello nazionale. Localmente credo che sia una questione che inciderà molto poco».

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