Varese, patto Asst Sette Laghi – Rsa Sacro Monte: posti letto per i post acuti

di Guido Bonoldi*

VARESE – Ho appreso con grande soddisfazione del nuovo percorso di degenza post-acuti per pazienti anziani “bed blockers” (pazienti non dimissibili per problematiche non cliniche ma socioassistenziali) avviato da ASST Sette Laghi in collaborazione con la RSA Sacro Monte di Via Guicciardini. Si tratta di un progetto sperimentale della durata di 12 mesi, finanziato da Regione Lombardia, sulla base del quale sono stati attivati 12 posti letto: i pazienti trasferiti dall’Ospedale possono rimanere ricoverati fino a 45 giorni e vengono assistiti da operatori della RSA in collaborazione con medici ospedalieri del Dipartimento di Area Medica, diretto da Francesco Dentali. La collaborazione è certamente facilitata dalla vicinanza tra le due strutture.

Guido Bonoldi

Dalla mia nomina a Presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto Sanitario di Varese, avvenuta nel settembre 2024, in sintonia con il Vicepresidente, Mirko Reto, sindaco di Casciago-Morosolo, ho da subito sostenuto che uno dei temi su cui lavorare per ampliare la rete dei servizi sociosanitari è quello della collaborazione tra Ospedale e Residenze Sanitarie Assistenziali e proprio in tale prospettiva, d’intesa con il Direttore Socio-Sanitario di ASST Sette Laghi Giuseppe Calicchio, è stato avviato un tavolo di lavoro tra i dirigenti delle RSA del Distretto e la Responsabile del Pronto Soccorso Francesca Cortellaro. Il Distretto Sanitario di Varese, che comprende i comuni di Varese, Malnate, Brinzio, Lozza, Casciago-Morosolo, Luvinate, Barasso e Comerio, conta infatti con ben sette RSA: tre a Varese (Fondazione Molina, Maria Immacolata, Sacro Monte/Campo dei Fiori) e le altre quattro in altri comuni: a Malnate la Fondazione Don Carlo Gnocchi, a Morosolo la Fondazione Colleoni, a Barasso Villa Rovera Molina e a Comerio la Fondazione Sacconaghi-Borghi.

Il nuovo reparto operante dal 15 di dicembre presso la RSA Sacro Monte si aggiunge ad “unità di offerta” simili già attive in altre RSA del Distretto: il reparto di Cure Subacute della Fondazione Molina, attivo da più di 10 anni e che dispone di 20 posti letto, e quello di Cure Intermedie della Fondazione Don Carlo Gnocchi di Malnate, anch’esso dotato di 20 posti letto. Ma la novità del progetto “bed blockers” sta nel fatto che i medici ospedalieri continueranno a seguire i pazienti anche dopo il trasferimento in Cure Post-acute. D’altra parte, quello di una più stretta collaborazione tra medici di RSA e medici ospedalieri rappresenta un tema rispetto al quale si stanno progettando anche altre importanti iniziative: sta per partire infatti un progetto del Dipartimento di Area Medica che prevede la realizzazione di visite mediche da parte di specialisti ospedalieri per ospiti delle RSA sia in presenza che in telemedicina.

Un’altra importante iniziativa nel Distretto Sanitario di Varese è rappresentata dal progetto che è stato da poco avviato a Barasso denominato “Una comunità che cura”, che è frutto della coprogettazione tra la RSA Villa Rovera Molina, il Comune di Barasso e ASST Sette Laghi con il supporto della Associazione di Promozione Sociale Ascolom di Milano: è stato aperto presso il Comune uno sportello di aiuto dedicato ai familiari degli anziani fragili e non autosufficienti, che opera in collaborazione con la Casa di Comunità di Varese; nell’ambito del progetto sono inoltre previsti corsi di formazione per caregiver familiari e per operatori sul tema dell’assistenza ad anziani fragili.

Questi progetti innovativi confermano l’importanza di una coprogettazione che coinvolga ASST, RSA e Comuni e che può costituire un fattore importante nel rafforzamento della rete dei servizi sociosanitari del nostro territorio, le cui potenzialità sono ancora in buona parte da scoprire.

*Medico e
consigliere comunale a Varese

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