Varese, il Pd per il diritto di cittadinanza. «Non è un premio: una legge di civiltà»

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L'incontro promosso dal Pd presso la sala Varesevive

VARESE – «Non è un premio: dobbiamo dare dignità agli esseri umani che vivono nel nostro paese». Il Partito Democratico spinge sul tema del diritto di cittadinanza, sul quale si sono confrontati gruppi politici di centrosinistra e associazioni del territorio che si occupano quotidianamente della questione. L’incontro si è svolto stamattina, sabato 19 ottobre, presso la sala Varesevive (nel video qui sotto le interviste).

Ascolto e proposte

In apertura il benvenuto della segretaria cittadina Manuela Lozza. «Lo scopo di oggi è l’ascolto, per capire quali sono le criticità su cui intervenire e arrivare a promuovere proposte politiche basate su serietà e concretezza». Nel pubblico associazioni e sindacati come Cgil, Emergency, Acli e Anpi e cooperative (Intrecci e Ballafon), oltre a liberi professionisti come un’avvocata e amministratori: il sindaco Galimberti, gli assessori Molinari, Buzzetti e Dimaggio, i consiglieri comunali Battistella e D’Amico e il consigliere regionale Samuele Astuti. La seconda parte della mattinata è stata dedicata proprio al confronto con le voci di chi ogni giorno ha a che fare con le problematiche legate ai diritti dei cittadini di origine straniera.

«Legge di civiltà»

A portare la sua esperienza personale, prima ancora di entrare nel cuore della questione, la consigliera comunale varesina con delega alla multiculturalità e ai rapporti con le comunità straniere Helin Yildiz. «Quando sono stata eletta nel 2021 fece notizia: ero la prima consigliera di seconda generazione a Varese. In Italia siamo tanti amministratori con un background migratorio: chi meglio di noi può capire le problematiche che vivono le persone di origini straniere? Io sono diventata italiana a 12 anni, ma ancora oggi che ne ho 31 ho colleghi e amici che dopo decenni di vita in italia solo per il fatto di non essere nati qui non hanno la cittadinanza. Questo è un problema ed è anche il motivo per cui noi ci siamo appropriati di questa battaglia del referendum sulla cittadinanza: la prossima primavera ci sarà una mobilitazione straordinaria del partito. Sono contenta che il Pd su questa battaglia sia presente, in passato non è sempre stato così. Ormai si tratta di una legge di civiltà».

I numeri

Per la segretaria regionale del Pd era presente Nadira Haraigue: anche lei ha portato la sua storia. «Io provengo dall’Algeria, ho vissuto sulla pelle l’integralismo: c’è stato un decennio di guerra civile contro l’integralismo islamico. L’integralismo non nasce per ideologia, nasce per necessità, si eradica laddove non ci sono opportunità, non c’è un futuro». Ha poi citato alcuni numeri: si parla di circa un milione di cittadini e cittadine giovani, «a cui viene negato il diritto di essere riconosciuti come persone appartenenti all’Italia». I dati del 2022/23 dicono che nelle scuole l’11,2% degli alunni hanno cittadinanza non italiana. Poi ha sottolineato due punti: «Non si possono accostare i cittadini stranieri che sono nati in Italia ai richiedenti asilo: è un errore clamoroso. E criminalizzare e ghettizzare le persone è indegno per un paese occidentale liberale come deve essere l’Italia».

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