VARESE – Giunge alla settima edizione il Premio Mario Pavan, istituito per valorizzare le tesi di dottorato di giovani ricercatori e sostenerli nella fase iniziale della carriera. Il bando 2026, aperto fino a lunedì 21 settembre 2026, è dedicato al tema «Capitale naturale e valore pubblico: conoscenza, innovazione e governance per la sostenibilità». L’iniziativa punta a valorizzare ricerche originali che, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, propongano soluzioni concrete e applicabili dalle pubbliche amministrazioni per la gestione del territorio e la tutela dell’ambiente.
Il premio
Il riconoscimento è intitolato alla memoria del professor Mario Pavan, illustre entomologo, scienziato di fama mondiale e ministro dell’Ambiente nel 1987. Possono candidarsi i dottori di ricerca che abbiano discusso la propria tesi in un ateneo italiano o estero a partire dal 1° gennaio 2023 ed entro la scadenza del bando. La valutazione sarà affidata a una Commissione giudicatrice, che assegnerà fino a 100 punti sulla base, in particolare, della rilevanza sociale e ambientale della ricerca, dell’innovazione dei risultati, della loro trasferibilità pratica e dell’approccio multidisciplinare. La premiazione ufficiale si terrà a Varese, nel corso di una cerimonia pubblica.
San Martino: «Serve innovazione»
«Il tema scelto per questa edizione tocca il cuore della sfida amministrativa contemporanea – dichiara Nicoletta San Martino, assessora alla tutela ambientale, sostenibilità sociale ed economia circolare del Comune di Varese – Tradurre il valore del nostro patrimonio naturale in “valore pubblico” e in azioni concrete di governance è la via maestra per garantire uno sviluppo che sia davvero sostenibile. Con il Premio Pavan, l’Amministrazione vuole dare spazio e supporto a quei giovani dottorati che non si limitano all’elaborazione teorica, ma offrono strumenti e modelli applicabili dagli enti locali. Abbiamo bisogno dell’innovazione, del rigore scientifico e dello sguardo fresco delle nuove generazioni di ricercatori per amministrare il territorio in armonia con le risorse della Terra, trasformando la conoscenza in politiche pubbliche a beneficio di tutta la comunità.»
Le ricerche ammesse
Tra gli ambiti indicati dal bando figurano gli studi sui metodi per la valutazione del capitale naturale e dei benefici ecosistemici, gli strumenti per integrare il capitale naturale nella pianificazione territoriale e nelle politiche pubbliche, i sistemi di contabilità ambientale, la valutazione delle esternalità e gli indicatori multidimensionali di sostenibilità e benessere. Sono inoltre pertinenti ricerche su modelli decisionali che integrino dati ambientali, economici e sociali; tutela e gestione del patrimonio naturale come fattore di sviluppo locale; innovazioni tecnologiche per il monitoraggio delle risorse naturali; strumenti giuridici ed economici per la conservazione e valorizzazione del capitale naturale; processi partecipativi e governance collaborativa delle risorse comuni. Il bando comprende anche approcci interdisciplinari finalizzati alla misurazione del valore pubblico generato dagli ecosistemi. Le tesi dovranno affiancare all’elaborazione teorica proposte concrete e attuabili, capaci di produrre impatti positivi e misurabili sull’ambiente e sulla qualità della vita, con particolare attenzione alle pratiche adottabili da enti locali e pubbliche amministrazioni.
Pavan e Furia
Le figure di Mario Pavan e Salvatore Furia sono accomunate da un approccio scientifico alla tutela dell’ambiente. Entomologo, speleologo e ministro dell’Ambiente nel 1987, Pavan aveva già ricevuto nel 1978 il Premio ecologia città di Varese, ideato da Furia. Numerose furono le sue collaborazioni con il corpo forestale, così come il contributo, in veste di consulente delle commissioni parlamentari competenti, alla redazione della legge sulle riserve naturali dello Stato. Un percorso che presenta elementi di continuità con quello di Furia, fondatore della Cittadella delle Scienze, promotore del Parco Regionale del Campo dei Fiori, ideatore del corpo regionale delle guardie ecologiche volontarie e protagonista di battaglie per la difesa degli ecosistemi, a partire da quello del Lago di Varese. Il Premio Pavan, ideato nel 2018 dall’amministrazione comunale e dagli enti del comitato scientifico del Premio Furia, nasce con l’obiettivo di valorizzare gli approcci della ricerca scientifica capaci di creare connessioni tra diversi campi disciplinari e di tradurre la teoria in pratiche di utilità concreta per l’attività quotidiana degli enti locali e pubblici.
Come partecipare
La domanda di ammissione, corredata dalla documentazione richiesta e indirizzata al Sindaco del Comune di Varese, dovrà pervenire entro il 21 settembre 2026. La candidatura potrà essere consegnata tramite posta raccomandata, a mano all’ufficio protocollo del Comune di Varese, in via Sacco 5, 21100 Varese, oppure inviata tramite PEC all’indirizzo protocollo@comune.varese.legalmail.it.
