Varese 2027, Progetto Concittadino vuole le primarie. «Fondamentali per vincere»

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VARESEProgetto Concittadino presenta un documento in sei pagine con il proprio contributo in termini di temi e proposte in vista delle elezioni del 2027 a Varese (qui sotto il video). E lancia un messaggio all’intera coalizione, sottolineando l’importanza delle primarie per scegliere il candidato del centrosinistra per il post Galimberti. 

«Primarie necessarie»

Lo ha sottolineato in particolare Mauro Sarzi Amadè, ricordando il manifesto presentato lo scorso aprile con 10 realtà aderenti. «Quella coalizione è una condizione necessaria ma non sufficiente ancora per vincere oggi. Aprendo al massimo la partecipazione non si ha la garanzia di vincere le elezioni, perché poi bisogna portare le persone a votare. A Venezia ad esempio pur con una coalizione amplissima il centrosinistra ha perso». Ecco quindi la “ricetta” per vincere: «Siamo favorevoli al percorso delle primarie che portano al coinvolgimento e i cittadini a sentirsi parte attiva nelle scelte. Al tavolo di coalizione settimana scorsa abbiamo presentato una bozza per il regolamento delle primarie. Siamo convinti che ci servano per portare i cittadini al voto e vincere». E c’è già l’identikit del candidato che Progetto Concittadino andrebbe a sostenere. «Per le primarie siamo alla ricerca di un candidato di sinistra progressista che ci rappresenti. Poi ci sarà sicuramente un candidato moderato e uno del Pd. Noi speriamo di poterlo scegliere in base alle persone più sensibili ai temi del nostro documento».

Due mandati in amministrazione

A ricordare la storia di Progetto Concittadino Natalino Bianchi. «Siamo nati nel 2015 per la candidatura alle primarie di Dino De Simone, quindi da oltre 10 anni collaboriamo al percorso del centrosinistra di Varese. Non siamo un partito o una lista civica nel senso tradizionale del termine, siamo un movimento che rivendica un’identità più politica di una classica lista civica. Abbiamo espresso l’assessore all’ambiente prima e alla cultura dopo, consiglieri comunali e una presenza forte e diffusa nei consigli di quartiere». Poi sul lavoro delle due amministrazioni Galimberti. «Questi 10 anni hanno ridato slancio a Varese, ma non vogliamo fermarci qui. C’è ancora tanto da fare e serve una nuova spinta perché la città ha bisogno di una visione: è stata messa in moto la macchina ma molte cose sono da fare».

I temi del documento

Il documento presentato oggi parte dai temi che sono sempre stati al centro dell’azione di Progetto Concittadino, ovvero le basi progressiste, ecologiste e sociali. Da qui si vuole continuare concentrandosi su altre priorità: ridurre le disuguaglianze, trasformare la transizione ecologica in opportunità per lo sviluppo urbano, favorire la democrazia urbana e la partecipazione e rendere Varese una città sempre più europea, aperta e internazionale. Quindi un tema molto attuale come quello delle marginalità, a sostegno di giovani in cerca di opportunità, lavoratori precari, anziani soli, famiglie monoparentali, persone con disabilità, nuovi cittadini di origine straniera e chi vive condizioni di fragilità economica o abitativa. «Che in questi 10 anni ci sia stata attenzione su quelle categorie è evidente anche dalle voci di bilancio – ha sottolineato Enzo Laforgia – in questi ultimi anni sono cresciute le condizioni di fragilità, debolezza e marginalità. E sono destinate ad aumentare, anche a fronte di bilanci delle amministrazioni locali che saranno sempre più in difficoltà». 

Non c’è Collettiva

L’assessore alla cultura non sarà della partita alle primarie. «Per quanto riguarda il mio nome io ho già detto in mille contesti che non sono candidabile». E poi ha risposto anche in merito alla possibilità di ricomporre il ticket con il gruppo di Collettiva come accaduto nel 2021. Non sarà così questa volta. «Abbiamo scoperto dalla stampa che si candiderà con Alleanza Verdi e Sinistra». Il documento di Progetto Concittadino elenca anche una serie di desiderata sul centrosinistra verso il 2027. «Non può essere soltanto una coalizione elettorale, deve essere una comunità politica larga e plurale, una rete civica aperta, un progetto credibile di sviluppo sostenibile, uno spazio capace di coinvolgere energie nuove, competenze e partecipazione». Infine le cinque parole chiave: sostenibilità, accoglienza, benessere, ambiente, comunità & bene comune. 

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