VARESE – Non è un volto nuovo, come spesso invece accade negli avvicendamenti tra le posizioni dirigenziali delle forze dell’ordine. Il cambio al vertice in Questura a Varese è infatti nel segno di un ritorno, quello di Carlo Mazza, già nella città giardino dal luglio 2020 all’aprile 2023 nelle vesti di vicario del questore Michele Morelli. Al suo posto da oggi, sabato 1 giugno, subentra proprio lui. Nel presentarsi al territorio ha indicato questa mattina (qui sotto l’intervista video) gli obiettivi che saranno al centro della sua azione.
Il ritorno
«Per me è un onore essere di nuovo qui dopo un anno – ha esordito – non è facile subentrare a chi ha lavorato bene e ha tenuto un alto livello qualitativo. Ho la fortuna di conoscere il territorio e le sue problematiche e questo mi agevola. Fortunatamente non abbiamo grosse problematiche sotto il profilo della gestione dell’ordine e della tutela della sicurezza pubblica. Gli uffici stanno lavorando molto bene e garantiscono una presenza costante dal punto di vista sia preventivo che repressivo». Al suo fianco al tavolo il vicario Paolo Iodice e il capo di gabinetto Francesco Pino. Mazza ha incontrato la stampa in seguito alla tradizionale deposizione della corona al Monumento in memoria dei Caduti della Polizia di Stato presso il cortile della Questura (nella foto sotto), alla presenza del vicario e dei dirigenti e funzionari della Questura e dei commissariati.

Le priorità
Il nuovo questore ha indicato le priorità per il territorio. «Sotto il profilo del contrasto alla criminalità conosciamo i problemi che affrontiamo con le nostre risorse al meglio, come lo spaccio dei boschi a cui sarà rivolta la nostra attenzione in particolare. Negli ultimi anni c’è stato poi un aumento dei reati predatori, non solo in questa provincia ma a livello nazionale e anche su questo ci concentreremo». Quindi il tema delle truffe. «Ai cittadini diciamo di non cadere nelle facili promesse che i professionisti della truffa prospettano, è importante in quest’ottica anche un rapporto costruttivo con gli organi di informazione». Nella sua prima giornata da questore Mazza ha incontrato il presidente della Provincia Magrini, il sindaco Galimberti e il prefetto Pasquariello. Con quest’ultimo si è soffermato sul tema degli organici e delle strutture. «Uno dei progetti in fase avanzata è quello dell’apertura del posto Polfer di Saronno. È un’iniziativa a cui teniamo tutti perché il problema della criminalità e della sicurezza nelle stazioni è un tema molto avvertito».

Il profilo
Nato a Milano nel 1963, Carlo Ambrogio Enrico Mazza si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi del capoluogo lombardo. Entrato nell’amministrazione della Pubblica Sicurezza nel dicembre 1990 è assegnato alla Questura di Milano, con incarico di dirigente della IV Sezione della Digos, dedita all’attività informativa inerente i movimenti politici della destra extraparlamentare. Successivamente, assegnato alla Sezione Antiterrorismo, sempre all’interno della Digos milanese, viene incaricato della direzione di attività investigative finalizzate al contrasto e alla repressione, sia di fenomeni eversivi interni, sia di terrorismo internazionale. In questo periodo Mazza è protagonista della cattura di latitanti in ambito europeo ed extracontinentale. Di seguito diviene funzionario del Centro Operativo di Milano della Direzione Investigativa Antimafia, occupandosi di fenomeni criminali di matrice prevalentemente straniera. In particolare diviene responsabile di indagini internazionali antidroga nei confronti di gruppi criminali albanesi ed antiriciclaggio nei confronti di esponenti di organizzazioni mafiose russe, attività caratterizzata dalla promozione e gestione di rapporti di collaborazione con svariate forze di polizia europee ed americane. Dopo una parentesi quale collaboratore del Sismi viene nominato dirigente del Commissariato distaccato “Rho-Pero” della Questura di Milano. Successivamente viene trasferito alla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga presso il Ministero degli Affari Esteri e poi è nominato esperto antidroga presso l’Ambasciata d’Italia in Venezuela, con competenza anche su altre nazioni dell’area. In questa circostanza ha assunto la funzione di membro della delegazione negoziatrice dell’accordo di cooperazione tra il Governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela ed il Governo della Repubblica Italiana, in materia di prevenzione e contrasto al traffico illecito di stupefacenti, sostanze psicotrope e precursori chimici, nonché membro della delegazione negoziatrice dell’accordo di collaborazione di Polizia tra la Repubblica di Cuba e la Repubblica Italiana. Responsabile di indagini conclusesi con l’arresto in Venezuela di latitanti ricercati in ambito internazionale per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti, diventa presidente, dal marzo 2011 al marzo 2013, di Codev (Comunità degli ufficiali di collegamento in Venezuela), organizzazione professionale composta dagli addetti di polizia delle ambasciate presenti nel paese e commissioni accreditate che si dedicano al contrasto al traffico di stupefacenti e alla lotta contro qualsiasi forma di criminalità. Nell’aprile 2013 assume l’incarico di dirigente della Divisione Anticrimine e dirigente supplente della Divisione Polizia amministrativa e sociale della Questura di Vercelli e poi dirigente della Divisione Anticrimine della Questura di Verona. Nel febbraio 2015 diviene capo di gabinetto della Questura di Verona. Nel settembre 2017 viene nominato vicario del questore di Lecco e nel luglio 2020 vicario del questore di Varese. Incarico che ricopre fino ad aprile 2023, quando lascia Varese per diventare questore di Sondrio. Ora il ritorno a Varese in qualità proprio di questore. Durante la sua carriera ha frequentato diversi corsi specialistici e tra i vari risultati messi a segno si ricordano la cattura a Parigi di Angelo Izzo, evaso dal carcere di Alessandria e la cattura a Panama di Gianni Guido, entrambi responsabili della strage del Circeo, latitante dal 1985 ed evaso dal carcere di Buenos Aires.
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